L’annusalibri ~ Il baco da seta

come-allevare-il-baco-da-seta_3253e673f2eeea5a2008df1e025aa315 Per ottenere la seta dal baco, occorre bollirlo vivo, per evitare che, uscendo, l’animale rovini il bozzolo è una frase che viene ripetuta sovente in questo libro. E il baco, qui, è Owen Quine, uno scrittore mediocre, scomparso improvvisamente. Il problema è che la sua sparizione coincide con la presentazione di alcuni brani di un suo dattiloscritto, in cui verrebbero infangati nomi potenti dell’editoria. A indagare della sua scomparsa è l’investigatore Cormoran Strike, diventato famoso (e inviso alla polizia) grazie al caso di Lula Landry. La situazione peggiora quando viene ritrovato il cadavere di Owen; così, mentre la polizia concentra le indagini sulla moglie dello scrittore, Leonora Quine, troppo legata all’investigatore, quest’ultimo si dedica alle altre persone descritte dal romanzo, calando a uno a uno le maschere, fino ad arrivare al colpevole, anche grazie all’aiuto della sua assistente e di un vecchio compagno d’avventure. L’opera è un mix sgradevole di stupro, tortura, necrofilia e cannibalismo, con il suo eroe mangiato vivo da personaggi che sono metafore delle persone che Quine considera responsabili della distruzione della sua carriera.

L’ascolto dei testimoni e dei loro alibi, l’ambientazione chiusa e sospettosa, gli indizi seminati con astuzia: tanti sono gli elementi che legano questo libro alla tradizione del romanzo poliziesco inglese, ma se col primo romanzo della serie, Robert Galbraith (pseudonimo di J. K. Rowling) aveva tentennato un po’, qui la narrazione scorre liscia come il Tamigi, anche se il fiume non viene mai menzionato. Al suo posto, vengono citati numerosi pubs dove Strike ogni tanto si rifugia, dando fondo alle sue finanze. Forse per questo la prima ricetta che mi è venuta in mente da abbinare a questo libro è stata quella del Sunday Roast. Essendo però ambientato durante l’inverno, e avendolo letto io sorseggiando del tè nero, come quello preferito da Robin Ellacott, l’assistente di Cormoran, ho deciso di accostargli la ricetta degli scones dolci.

Difficoltà: Facile
Cottura: 15 minuti
Preparazione: 10 minuti
Ingredienti

– 250 gr farina
– 60 gr di burro
– 150 ml di latte
– una bustina di lievito per dolci
– un cucchiaio di zucchero
– 1 uovo

In una ciotola mettete la farina setacciata, aggiungete un pizzico di sale e lo zucchero: tagliate a dadini il burro e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente e quando sarà lavorabile aggiungetelo al composto.

Cominciate quindi ad impastare con le mani e alla fine aggiungete il latte a temperatura ambiente in cui avrete fatto sciogliere il lievito per dolci. Continuate ad impastare con le mani fino a quando tutti gli ingredienti saranno bene amalgamati e avrete un composto omogeneo.

Stendete quindi l’impasto aiutandovi con un mattarello dello spessore di circa 2 centimetri e con un bicchiere tagliate dei dischi di impasto.

Posizionate gli scones su una teglia coperta con carta da forno e spennellateli con un l’uovo sbattuto. Infornate gli scones a 220 gradi per 15 minuti circa: una volta cotti sfornateli e lasciateli intiepidire. Serviteli con burro, marmellata, cioccolato spalmabile oppure date un tocco estivo con una pallina di gelato.

scones

 

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