Limbo ~ nuova rubrica

6501419_874437Nell’universo dantesco, il Limbo è quel regno ultraterreno destinato alle anime che, pur avendo tenuto comportamenti retti in vita, vissero (e morirono, ovviamente) prima della nascita di Cristo e che alla sua morte non lo accettarono.

Nel mio blog, invece, il Limbo è la nuova rubrica a quei libri che non mi sono piaciuti particolarmente, ma che, tutto sommato, tanto malvagi non sono. A inaugurarla è l’ultima fatica di Isabel Allende, “L’amante giapponese“. Mi innamorai di questa autrice parecchi anni fa, quando lessi “La casa degli spiriti”. Mi rendo conto che non è facile mantenere il ritmo quando il libro migliore è il primo, tuttavia, da questo romanzo mi sarei aspettata qualcosa in più.

Protagonista è Alma Mendel Belasco, un’ultraottantenne ospite della casa di riposo Lark House, a San Francisco. I genitori di Alma sono ebrei polacchi di Danzica, i quali, alle prime avvisaglie di pericolo (1938) spediscono in Inghilterra il figlio maggiore Samuel e a San Francisco, presso una sorella della madre, la giovane Alma, di appena otto anni. Qui Alma si inserisce nella potente famiglia dei Belasco, aiutata dal cugino Nathaniel e dall’amore dello zio Isaac, che arriva a preferirla alle figlie. Conosce anche il figlio più giovane del giardiniere, Ichimei Fukuda, che diventerà il suo migliore amico.

L’attacco giapponese di Pearl Harboor distruggerà il delicato equilibrio di convivenza tra americani e giapponesi, finché il Presidente Roosvelt autorizzerà la deportazioone nell’entroterra di tutti i cittadini giapponesi, sospettati di parteggiare per il nemico. E così, Alma e Ichi si dovranno separare e si terrano in contatto solo attraverso la posta, nonostante alcune lettere del ragazzino subiranno la pesante censura del campo di concentramento di Topaz.

Si rincontreranno molti anni dopo e tra loro divamperà il fuoco della passione. Negli anni Sessanta, però, in California vigeva ancora il divieto di coontrarre matrimonio tra razze diverse, così, Alma, non essendo pronta ad affrontare tutti i sacrifici che una simile unione avrebbe potuto comportare, decide di nascondere la gravidanza all’amante e si sposa col cugino Nathaniel.

È al nipote Seth e alla badante rumena Irina che Alma racconta il suo passato, osservando come, nei tre anni della sua permanenza nella casa di riposo, il legame tra Seth e Irina cresca fino a diventare amore, almeno da parte di Seth. Irina, invece, è trattenuta dal suo pesante passato e solo dopo la morte di Alma, scoprirà quanto la donna si sia sempre fidata di lei: sarà proprio questa scoperta a fare sì che sciolga tutte le sue riserve nei confronti di Seth e si lasci definitivamente il passato alle spalle.

È una storia d’amore, quella tra Alma e Ichi, molto tenera, coon il potere di distendere i nervi anche quando la tentazione di spaccare il mondo è forte, e molte volte, sfogliando le pagine mi sono ritrovata con il sorriso a fior di labbra. E allora, che cos’è che noon mi è piaciuto? Io sono una persona molto riflessiva, poco dinamica, ma quando leggo voglio entrare di diritto nella storia, non nella parte della protagonista, ma come un personaggio in più della storia, che osserva e magari agisce assieme agli altri. Con questo racconto non mi è stato possibile farlo perché l’ho trovato troppo raccontato, anziché mostrato, come vorrebbe la regola aurea “show, don’t tell”. Soprattutto, noon sono riuscita a “vedere” il finale, quando l’assistente di Alma consegna le lettere a Irina e questa corre ad abbracciare Seth: ecco, trovo che nel passaggio da una scena all’altra manchi un’azioone, un pensiero davvero definitivo che non defraudi il lettore di quel qualcosa che gli è legittimo, l’immaginazione.

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In omaggio a Ichimei Fukuda, la ricetta scelta per accompagnare questa recensione riguarda i dolcetti preferiti di Doremoon (che noon mi è mai stato tanto simpatico).

I dorayaki sono dei dolci giapponesi che potrebbero ricordare i pancakes, al cui interno si trova solitamente un ripieno composto dalla tipica marmellata di azuki (anko). Se seguivate l’anime di Doraemon sicuramente ricorderete che questi erano i dolci preferiti del gattone blu.

Ricetta dei dorayaki

Ingredienti (4/5 persone):

  • 140 gr di farina 00
  • 3 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 200 gr di marmellata di azuki (ripieno)
  • Miele
  • Bicarbonato
  • Olio di semi

Mescola le uova (tuorlo e albume) insieme ad un cucchiaio di miele ed allo zucchero, aggiungi al tutto mezzo cucchiaio di bicarbonato dissolto in 3 cucchiai d’acqua e continua a mescolare bene.
Quando gli ingredienti sono ben amalgamati inizia ad aggiungere al composto la farina, un po’ alla volta, continuando a mescolare facendo attenzione a non creare grumi, a questo scopo puoi utilizzare un setaccio.

Ungi una padella abbastanza grande e falla scaldare a fuoco medio, quando è calda versa una parte del composto ottenuto in modo da creare una forma circolare, appena il lato del dorayaki a contatto con la padella è bello dorato giralo e fai cuocere anche la parte opposta.
Ripeti quest’ultimo passaggio fino ad utilizzare tutto il composto e cercando di mantenere sempre la stessa dimensione per ogni dorayaki. Appena raffreddati, spalma su un dorayaki la marmellata di anko (o un altro ripieno a scelta) e ricoprila.

(Seguendo questo link verrete indirizzati alla pagiina della ricetta, dove troverete anche i video relativi).

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