I cinque sensi ~ Capitolo 33

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«Mamma! Mi stai stritolando»

«Oh, hai ragione, caro, ma sono così contenta che finalmente torni a casa!»

È la mattina del 20 dicembre quando finalmente Ron Weasley viene dimesso dal San Mungo. Unico ricordo della sua prigionia e della conseguente malattia è una vaga sfumatura verdastra tra le dita.

«Come mai Hermione non è venuta? Non sono cominciate già le vacanze?»  Chiede il ragazzo, guardandosi attorno e non vedendo l’amica.

«Cosa c’entra, adesso, quella?» Domanda un’indispettita Lavanda.

Ginny cerca di buttare acqua sul fuoco: «Questa sera c’è il fidanzamento di suo fratello con la più piccola delle Greengrass: sarà impegnata con i preparativi».

«Ma a lei non toccano questi preparativi… Credevo che la nostra amicizia contasse qualcosa per lei», rimugina Ron.

«Non quanto il suo caro maritino», sputa Lavanda, sempre più astiosa. È lei che doveva salutare per prima, dopo l’abbraccio soffocante di Molly, e, invece, cosa fa? Chiede di Hermione! Sempre e solo lei! Ma è lei la sua fidanzata!

«Marit… Harry che cosa significa?» Esala.

«La cara Hermione si è sposata due settimane fa a Hogwarts con Blaise Zabini, e corre voce che sia già incinta», è la pronta risposta di Lavanda, che batte sul tempo Potter.

«Lavanda! Come puoi dire questa cattiveria? Hermione non può esserre incinta!» Ginny si sente in dovere di difendere l’amica: lei è a conoscenza del suo segreto, ma sa che Hermione non è ancora pronta a diffondere la notizia della sua gravidanza. Del resto, sono solo due settimane e, facendo tutti gli scongiuri possibili, è decisamente ancora troppo presto per poter divulgare la lieta novella.

«Questo non cambia lo stato delle cose», controbatte la sua futura cognata, «Hermione ha anteposto se stessa al mio Ron-Ron, che se ne stava qua in ospedale. Non ti preoccupare, Ronnuccio caro, adesso ci sono io accanto a te e quella vipera della tua ex non ti farà alcun male».

George nasconde una risata dietro un finto colpo di tosse, mentre Harry e Ginny si scambiano un’occhiata più che eloquente: quella di Lavanda, più che una rassicurazione, suona tanto come una minaccia.

«Va bene, sbrighiamoci a tornare a casa. In questo ospedale ci siamo già stati abbastanza», taglia corto Molly.

 

  • § § § § § § § § §

 

«Sei bellissima».

Sono sposati da ormai due settimane e lei è incinta dei suoi due figli, eppure, Blaise ancora non riesce a credere alla sua fortuna: la prima donna per il quale il suo cuore ha cominciato a battere, l’unica che abbia mai desiderato, è lì davanti a lui, fasciata in un fantastico abito ordeaux asimmetrico, dal profondo scollo a cuore e con le spalline leggermente spostate, che mettono in risalto il decolleté e le spalle stesse. Accarezza dolcemente la sua figura, non rivelando agli occhi estranei il suo tesoro, e finisce con un due balze verticali tagliate in diagonale in fondo alla gonna, che sembra riprendino lo scollo, mentre sul dietro è presente un piccolo strascico. Come gioielli, ha scelto una parure con piccoli rubini: di sicuro, una pietra che la valorizza molto.

«Grazie. Anche tu non sei niente male», gli risponde.

«Niente male? Tu, perfida donna, osi dire che il grande, magnifico, Blaise Zabini non è niente male? Ah, così tu uccidi il mio ego», si diverte il ragazzo, fasciato in un semplice smocking bianco, che risalta la sua carnagione scura.

«Oh, allora ci vuole un degno funerale», la ragazza sta al gioco, avvicinandosi al marito. Alla fine, ha deciso di aprirgli il suo cuore. Dopotutto, il matrimonio che li lega è valido vita natural durante: che senso ha farsi la guerra? Tanto più che il ragazzo le ha dimostrato in più di un’occasione quanto tiene a lei. Certo, ogni tanto è incappato in qualche scivolone, ma crede che sia una cosa normale, soprattutto alla loro età. Naturalmente, spetta a Blaise dimostrarsi all’altezza dell’opportunità che lei gli sta donando…

«Donna tentatrice, sei fai così, temo che non arriveremo mai a Villa Greengrass…», le soffia a pochi millimetri dalla bocca carnosa.

«Non credo che la nostra presenza sia poi così indispensabile», gli risponde lei, la voce un po’ roca.

Chi l’avrebbe mai detto che proprio la perfettina Hermione Granger, anzi: Malfoy, avrebbe mai detto una frase del genere? Sicuramente non lei, e di sicuro neanche il moro, a giudicare dagli occhi tanto strabuzzati da far scoppiare in una sonora risata la ragazza.

«Hermione, amore, sai che non dovresti mai dire simili frasi a un uomo?»

«Ma io non detto nulla a nessun uomo… Ho solo fatto una proposta a mio marito. Comunque si è fatto tardi. Se mia madre non ci vede arrivare è capace di far sguinzagliare tutti gli Auror del Ministero», si affretta a terminare la frase, allontanandosi di colpo dal marito e lasciandolo praticamente a bocca asciutta.

«Tu un giorno o l’altro mi manderai al San Mungo», esala lui, passandosi una mano tra i capelli.

«Invece sarai tu a mandarmi al San Mungo, tra otto mesi».

«Otto mesi? Va bene che sei sempre un passo avanti, ma ma sei comunque un essere umano e la gravidanza per le tutte le donne è di nove mesi».

«Ho fatto un rapido calcolo, e la data presunta del parto è risultata il 22 agosto. Naturalmente, è possibile che i bambini possano nascere in un intervallo compreso tra i quindici giorni precedenti e i quindici giorni successivi alla data che ho previsto», gli spiega.

«Allora dobbiamo sbrigarci a preparare loro una degna accoglienza. Magari possiamo evitare di prendere quei cosi e fare un po’ di sano shopping a Londra, che ne dici?» Chiede speranzoso. Non sa come si è lasciato convincere dalla moglie a comprare dei biglietti per salire su quei tubi volanti che usano i Babbani per spostarsi… ma Hermione gli aveva fatto notare che temeva per i bambini usando delle normali Passaporte internazionali e lei ci teneva così tanto ad andare a visitare il villaggio di Babbo Natale, che lui non aveva saputo dirle di no. Ora, però, ha l’occasione di fare dietro front.

«A Rovaniemi, da Babbo Batale, possiamo comprare tutto l’occorrente per i nostri bebè… e poi è il mio sogno di bambina visitare la sua officina…», lo prega, avvicnandosi nuovamente.

Ecco. Appunto. Spera solo che i bambini non prendano quel lato del suo carattere…

 

  • § § § § § § § § §

 

«Sei ancora convinta di mantenere questa guerra non dichiarata?»

Mancano poche ore al fidanzamento ufficiale di Draco con Astoria Greengrass, e sebbene il ragazzo sia a casa già da due giorni, costringendo di fatto Narcissa a condividere la stessa camera del marito, la donna è più che convinta a non rivolgere la parola più dello stretto necessario a quello che lei ormai considera il suo ex-marito: «Mi pare di essere stata chiara: di fronte ai nostri figli e agli estranei, noi due continueremo a essere una coppia, ma di fatto tra noi non c’è più niente», gela il marito.

«Non capisco questo tuo comportamento, Cissy. Perfino Hermione ha accettato la mia versione dei fatti», cerca di convincerla.

«Sei davvero convinto di averla persuasa della tua buona fede?» Lo canzona.

«Perché dovrei pensare il contrario?» Lucius alza un sopracciglio, sorpreso che la moglie non creda ai nuovi rapporti tra lui e la figlia.

«Hai aspettato proprio il giorno del suo matrimonio per parlarle. Complimenti», continua ad attaccarlo la moglie, «cosa ti aspettavi? Che urlasse e strepitasse?»

«Non l’ha fatto», le risponde, con noncuranza.

«E ti meravigli che io non voglio più rivolgerti la parola? Parlare con te è come rivolgersi a un muro». Detto questo, la donna ricomincia a prepararsi: il vestito che ha scelto è in pizzo nero, molto attillato, che si apre al ginocchio in un’ampia balza orizzontale di tulle, la quale arriva a coprirle i piedi.

 

  • § § § § § § § § §

 

Si sono smaterializzati nell’ampio parco dei Greengrass. Un opportuno incantesimo fa sì che la temperatura esterna si aggiri attorno ai venti gradi, permettendo alle signore di sfoggiare i loro abiti da gala senza bisogno alcuno di intabarrarsi nei pesanti mantelli di pelliccia, nonostante tutto intorno sia coperto di neve.

«Finalmente siete arrivati. Tua madre aveva intenzione di mandare gli Auror nella vostra nuova villa per vedere se stavi bene». Lucius va loro incontro, porgendo la mano al genero ed esibendosi in un baciamano alla figlia, la quale, rimane spiazzata da quel gesto: lei è cresciuta tra baci ed abbracci e quel gesto così distaccato l’ha confusa.

«Sa come sono le donne. Mia moglie, addirittura, s’è messa in testa di fare tuttii compiti delle vacanze in un giorno solo, perfino mentre la nostra elfa la stava pettinando!» Blaise cerca di alleggerire l’atmosfera, essendosi reso conto dell’irrigidamento della moglie.

«Questo è il prezzo da pagare per esserti sposato la secchiona di Hogwarts», lo prende in giro Draco, in smocking color petrolio.

«Draco! Ti pare il modo di parlare di tua sorella?» Lo riprende la madre.

«Ciao anche a te, fratellino», lo stuzzica, invece, Hermione.

«Allora, dov’è la nostra futura cognata?» Chiede Blaise.

«Credo che sia ancora sotto le grinfie della sorella e di sua madre».

«La raggiungo subito». Hermione fa pochi passi, poi sembra ripensarci e si volta verso il quartetto: «Ehm… scusate, ma voi sapete dov’è la stanza di Astoria?» Chiede imbarazzata.

«Vieni, tesoro, ti accompagno io». Narcissa la prende sotto braccio.

«Per caso tu e Draco mi dovete raccontare qualcosa?» Le chiede la madre, sorprendendola.

«No, assolutamente. Perché?»

«Sai, mi ha molto sorpreso la richiesta che mi ha fatto la settimana scorsa: quella di una possibile esistenza di gemelli nelle famiglie Black e Malfoy. Per caso, Astoria è nei guai?» Indaga.

«Mi dispiace mamma, ma non è che io e Astoria siamo grandi amiche. Certo, stiamo per diventare cognate, ma i nostri rapporti si fermano qui. E anche con Daphne non è che c’è quella grande amicizia che invecemi lega a Ginny», le spiega, «comunque, Blaise non mi ha detto nulla al riguardo, quindi non credo che ci sia bisogno di anticipare questo matrimonio. Stai tranquilla», la rassicura.

«Allora… sei tu…», mormora, voltandosi a guardare la figlia.

«NO», risponde un po’ troppo concitata questa.

«Hermione… sono tua madre. Se non ti confidi con me, con chi potresti confidarti?»

Adesso sono ferme nel corridoio al primo piano dell’enorme villa. Nessuno, lì, le può sentire. Tuttavia, Hermione è ancora restia a rivelare quel dolce segreto a sua madre. Con Ginny c’è riuscita, ma loro sono amiche praticamente da anni, mentre Narcissa ha cominciato a conoscerla solo da poco tempo. E poi… poi c’è quella luce violetta che la fa preoccupare. Certo, Blaise si è affrettato a tranquillizzarla, dicendole che quando una donna è incinta di gemelli, la luce che si sprigiona dalla bacchetta è di quel colore, eppure… Eppure, dentro di sé non è tranquilla. È come se avesse un brutto presentimento.

Mordicchiandosi il labbro inferiore, alla fine decide di confidarsi: «La prima notte di nozze, io e Blaise eravamo un po’ agitati e ci siamo scordati l’incantesimo anticoncezionale. Quando ce ne siamo resi conto, ormai era troppo tardi anche per la Pozione contraccettiva. La settimana scorsa, per toglierci oogni tipo di dubbio, Blaise mi ha fatto l’Incantesimo rivelatore. La luce era viola e io… ho paura, mamma. Paura che qualcosa vada storto, paura di non essere una brava mamma…».

«Oh, tesoro! Non devi preoccuparti. La luce viola vuol dire che aspetti due gemelli, e per il resto, devi solo evitare ogni tipo di stress, e allora vedrai che la gravidanza procederà nel migliore dei modi. Ti sei già fatta visitare?» Chiede, dopo averla rasserenata.

«Volevo aspettare ancora un paio di settimane. Intanto, io e Blaise abbiamo deciso di concederci un breve viaggio di nozze, in Lapponia», spiega.

«Così lontano?» Narcissa avrebbe voluto approfittare di quelle vacanze per godersi ancora un po’ la figlia. Ovviamente ognuno sarebbe stato a casa propria, ma lei contava di poter andare sovente a trovarla.

«È il mio sogno di bambina, e Blaise si è dimostrato davvero un amore nell’accontentarmi», le rivela raggiante.

«Ma non farà troppo freddo? Ora tu sei incinta e devi riguardarti maggiormente».

«Incinta non vuol dire moribonda, e poi siamo entrambi maghi: siamo perfettamente in grado di fare un incantesimo riscaldante».

 

  • § § § § § § § § §

 

«Allora, Medimago? Come sta procedendo il nostro piano?»

Come sempre, Lestrange è seduto su una poltrona davanti a un camino, titillando il suo Firewiskey. Non è casa sua, quella, ma un tugurio messogli a disposizione dal Medimago e che lui ha modificato con l’uso della magia.

«Questa volta sta andando tutto per il verso giusto: tra dieci giorni, verranno ritrovati due nuovi cadaveri, freschi freschi», l’anziano si sfrega le mani.

«Siamo sicuri che non ci siano problemi, questa volta?» Lestrange continua a mostrarsi dubbioso.

«Nessun problema, se state prendendo la Pozione anticontagio che vi ho dato. E anche sui nostri “ospiti”, il decorso della malattia è quello preventivato. Del resto, se non sbaglio, devono morire non per malattia per un’Avada», si azzarda il Medimago.

«Questo non è affar vostro, Medimago. Non c’è bisogno, vero, di ricordarvi nuovamente quali sono i vostri unici compiti?» La mano ad accarezzare pericolosamente la bacchetta.

«Naturalmente, mio signore».

«Puoi andare. E ricorda a quell’Auror di strapazzo di controllarli a vista».

Il Guaritore si esibisce in un inchino, prima di uscire da quella stanza.

Rimasto solo, l’uomo seduto sulla poltrona, fa ballare nel proprio bicchiere il liquido ambrato, mentre si rivolge al ritratto appeso sulla cappa del focolare: «Ancora pochi mesi, amore mio, poi il mondo dovrà inginocchiarsi ai nostri piedi. A cominciare da quei traditori del proprio sangue dei Malfoy. Te l’ho già detto, vero, che hanno ritrovato quella traditrice della figlia? Sì, te l’ho detto. Avrei voluto sacrificartela adesso, ma quella dannata strega è intelligente ed è riuscita a sfuggirmi. Poco male. Farò in modo che si sentirà colpevole di tutte le morti che verranno, fino all’ultima vittima. E allora sì che rimpiangerà la sua fuga. La rimpiangerà amaramente. Te lo prometto, amore mio», portandosi il liquore alla bocca.

 

  • § § § § § § § § §

 

«Amici cari: è con grande gioia avervi qui questa sera. Finalmente, due delle famiglie più antiche del Mondo Magico inglese stanno per essere unite: i Malfoy e i Greengrass. Vieni avanti, Draco».

Dorion Greengrass presenta così il fidanzamento della più piccola delle sue figlie col rampollo dei Malfoy.

«Custodisci questo anello che io ti dono, in segno di reciproco amore», Draco infila all’anulare destro della ragazza lo smeraldo di famiglia.

«Custodisci questo dono che io ti offro, in segno di reciproco amore», Astoria dona a Draco un orologio da tasca con copricassa in smalto blu e lo stemma dei Malfoy unito a quello dei Greengrass e pietre preziose a circondare il quadrante.

Appena i fidanzati si scambiano i doni e le promesse, l’orchestra attacca le prime note del Valzer. Tocca ai due fidanzati aprire le danze, cui seguono, dopo i primi tre giri di rappresentanza, Dorion e Dorotea, in qualità di padroni di casa, Lucius e Narcissa, in quanto genitori di Draco, e infine Hermione con Blaise e Daphne con Theodore Nott, in quanto parenti più stretti della coppia.

Infine, è la volta di tutti gli altri.

«Draco, amore, sai che esiste un incantesimo della mia famiglia per impedire ai coniugi di cornificarsi a vicenda?»

Astoria ha scelto l’unico momento in cui il fidanzato non può sottrarsi al confronto per avviare quel discorso tanto spinoso.

«Ehm, non vorrei darti una brutta notizia, ma temo che riguardi solo le donne», Draco le ghigna a un centimetro dall’orecchio, mentre la fa volteggiare in mezzo alla pista.

«Anche se fosse, amore mio», Astoria calca bene le ultime due parole, sorridendo, «questo non significa che non te la farò pagare cara, se mai osassi tanto».

«Mi spieghi perché tutto questo livore per due semplici paroline che ho detto a mia sorella? E comunque, se stai pensando a un’azione eclatante, ti avverto che quell’anello è incantato: non lo puoi levare, a meno che non lo sostituisci con la fede nuziale».

«Ti sei premunito, vedo».

«Dopo quello che è successo tra mia sorella e Blaise, mi pare il minimo», la stuzzica.

«Cos’è successo tra tua sorella e Blaise?»

Come aveva previsto, la curiosità spinge Astoria a spostare la sua attenzione su un altro argomento.

«Hanno litigato e lei gli ha lanciato contro l’anello di fidanzamento», le racconta.

«Oh, ma a quanto pare hanno fatto pace, tanto che hanno addirittura anticipato il loro matrimonio», Astoria si mostra stupita.

«Sì, ma Hermione è un osso duro, quando si mette. A lei non bastano quattro moine per cedere. Blaise è stato costretto a volare di notte per raggiungerla in camera e umiliarsi a chiederle scusa», Draco abbellisce un po’ le cose.

«Tu pensi che sia umiliante chiedere scusa?» Astoria non sorride più.

«È come ammettere di essere nel torto», Draco le spiega il proprio punto di vista.

«È proprio quello lo scopo delle scuse: riconoscere di avere torto».

«I Malfoy non chiedono mai scusa».

«Le Greengrass non si fanno mai mettere i piedi in testa».

«Dobbiamo proprio litigare mentre balliamo? Ci stanno guardando tutti», si lamenta Draco.

«Stavamo litigando? A me pareva di più un confronto tra fidanzati. E non mi sembra che ci stiano guardando», lo schernisce Astoria.

 

  • § § § § § § § § §

 

«Stai male?»

Anche Blaise e Hermione stanno danzando.

«No, sono solo un po’ stanca», esala la ragazza, il capo appoggiato alla spalla del marito.

«Andiamo a sederci su una panchina. Vieni». Blaise l’accompagna su un lato piuttosto isolato del parco.

«Quante stelle. A Londra è quasi impossibile vederle a causa dell’illuminazione artificiale». Hermione si incanta guardando le stelle, visibili nonostante la luna sia quasi piena.

«Guarda: quella è il Cancro, più in là c’è l’Unicorno».

«Tu riesci a vedere queste due costellazioni?» Chiede Hermione. In astronomia non ha il massimo dei voti proprio perché non riesce a vedere queste due deboli costellazioni nascoste dalle più visibili Orione, Leone e Gemelli.

«Sì: fai scorrere il tuo sguardo tra Alnitak e Saiph, in Orione. Ci sei?» A un cenno affermativo della ragazza, continua: «Ora sposta lo sguardo all’esterno, là c’è Tempestris, la stella meno luminosa della costellazione dell’Unicorno. Ora, segui lo zig-zag: assomiglia un po’ a Cassiopea, solo più allargata, non trovi?»

«È meraviglioso. Temo che dovrai darmi molte ripetizioni in Astronomia. Invece, per il Cancro? Il Leone e i Gemelli la oscurano completamente…», si lamenta lei. Un attimo prima era felice di essere riuscita a scorgere quella costellazione e adesso quasi scoppia in lacrime: possibile che gli ormoni della gravidanza siano già in circolo? No, sicuramente la sua è solo suggestione.

«Vedi Procione, sotto i Gemelli? Salendo di poco con lo sguardo, trovi Altarf, la stella più brillante del Cancro, e che significa “sguardo”», girandosi a guardare la moglie, la quale, dal canto suo, osserva rapita la volta celeste. È sempre stata considerata una ragazza molto razionale, e lei si è sempre impegnata a mantenere quella reputazione, eppure, la sera, a Hogwarts, perdeva la cognizione del tempo ad ammirare il cielo notturno. Solo i tremori dovuti al freddo la riscuotevano.

«Grazie», le mormora soltanto.

Hermione si volta a guardarlo, un po’ meravigliata: «Di cosa?»

«Di mostrarmi ogni giorno un lato nuovo del tuo carattere».

«Sai, molto tempo fa, un’attrice babbana ebbe a dire che i diamanti sono i migliori amici delle donne. Io penso che le donne siano come i diamanti: ogni sfacettatura della gemma è come un lato del carattere delle donne. A dire la verità, però, io preferisco le pietre grezze: trovo che rappresentino meglio la nostra natura», si confida.

«In che modo, scusa? La pietra grezza non è altro che un misero sasso», Blaise le espone il suo pensiero di uomo.

«Una persona che conosce bene le gemme sa che nascosto dalla superficie, c’è un cuore prezioso. È così per noi donne: all’esterno ci mostriamo in un modo, ma tocca alle persone a noi vicino scoprire cosa si nasconde nel nostro animo, giorno dopo giorno. È così che nascono le amicizie, e gli amori», gli soffia a pochi millimetri dalle labbra.

«E tu permetti che io sia il tuo tagliatore di diamanti?»

Senza aspettare una risposta dalla moglie, le ruba un bacio, dolce.

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