I cinque sensi ~ Capitolo 32

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«Ho paura…»

Sono entrambi distesi su un divano nel salotto del loro nuovo appartamento: Hermione tra le gambe del marito, con la schiena appoggiata al suo torace, mentre Blaise le sta dolcemente accarezzando il ventre, fasciato da un leggero maglioncino, e baciando il collo.

«Mmmh… di cosa?» Le chiede, un po’ distratto.

«Di tutto… della gravidanza…»

« Non sei sola, ci sono anch’io», la conforta.

«Il fatto è che siamo così giovani, avevamo dei sogni, delle aspirazioni… Riusciremo a non fargliene una colpa?» Continua a tormentarsi la giovane.

« Ascolta, non è detto che tu sia rimasta incinta, ma se vuoi possiamo fare l’incantesimo rivelatore. In ogni caso, sono sicuro che saresti un’ottima madre, come io uno splendido, magnifico padre», cerca di alleggerire l’atmosfera, stampandole un bacio sulla tempia.

«Signori e signore: ecco a voi Blaise Zabini, la modestia fatta persona», scherza Hermione.

«Scherzi? Blaise Alessandro Zabini e modestia non possono stare nella stessa frase», sta al gioco, «così come Hermione Narcissa Malfoy e paura», la sprona.

«Io non ho paura!» Si impermalisce la ragazza.

«Ma se l’hai appena detto», le fa notare l’incongruenza.

«Qui non si tratta di affrontare cani a tre teste, basilischi o addirittura Voldemort e la sua schiera di Mangiamorte. Qui stiamo parlando di un essere umano, in carne e ossa. Nostro figlio. Saremo all’altezza?» Si spiega lei.

«Hermione, nessuno nasce già genitori: lo si diventa, giorno dopo giorno, sbagliando, anche».

«È proprio questo che mi spaventa: il poter sbagliare, magari credendo di fare la cosa giusta!»

«Ora sì che riconosco la Saputella di Grifondoro», la prende in giro.

Per tutta risposta, Hermione gli tira un pugno sulla spalla, non troppo forte, visto la posizione dei due.

«Ouch… Che ho detto, adesso?»

«Io sto cercando di fare un discorso serio e tu  mi stai prendendo in giro».

Tirando un sospiro, Blaise ricomincia a parlare: «Tralasciando il comportamento riprovevole di Lucius, vuoi farmi credere che i Granger con te non hanno mai sbagliato, neanche una volta? Tu veramente non rimproveri loro nulla? Non ti chiedo di dare a ME una risposta, ma di essere sincera con te stessa. Riflettici, e la risposta che ti darai, sarà anche la risposta alle tue paure».

Il silenzio cala nuovamente tra di loro, mentre Blaise continua ad accarezzarle il ventre, il viso appoggiato nei capelli della moglie, inspirandone il profumo.

«Io… Va bene. Lunedì sera, dopo lelezioni, passerò in infermeria e chiederò a Madama Chips di farmi l’incantesimo rivelatore», conviene alla fine la ragazza.

«Non è necessario aspettare tre giorni: possiamo farlo subito», la contraddice il marito.

«Perché, tu conosci quell’incantesimo?» Si incuriosisce Hermione.

«Certo. Sono un Purosangue», le risponde, come se fosse una cosa ovvia.

«Mi chiedo se c’è qualcosa che non insegnano a voi Purosangue…», riflette a voce alta Hermione.

«Ti ricordo che essendo una Malfoy, anche tu lo sei. E penso che l’unica cosa che non ci insegnino sia a partorire… Vuoi forse farmi credere che la So-tutto-io di Hogwarts non conosce un incantesimo di questo genere?» Le chiede, incredulo che ci sia qualcosa che lei non conosce.

«Ho appena diciannove anni e fino adesso non ho vissuto una comune adolescenza, come tutte le ragazze della mia età. Ho sempre avuto altre priorità…»

«Capisco… Allora, sei sicura di volerti sottoporre a questo incantesimo?» Le chiede ancora una volta.

«Cielo, Blaise, da come mi hai posto la domanda sembra una cosa piuttosto dolorosa».

«No, tranquilla: io punto la mia bacchetta contro il tuo ventre e formulo una semplice formuletta: se sei incinta, si sprigiona una luce binca, mentre se non lo sei,ovviamente non succede nulla… Allora, lo facciamo?» Chiede, un po’ speranzoso, un po’ timoroso: i dubbi della moglie sono anche i suoi, nonostante con lei si sia dimostrato sicuro di sé.

«Lo sai che sei curioso come una scimmia?» Lo prende in giro.

«Mh mh», annuisce, «sono la tua fedele scimmietta».

«D’accordo, sono pronta», Hermione tira un profondo respiro,come a darsi coraggio.

Dopo averla fatta alzare, per potersi alzare lui stesso e prendere la bacchetta, la fa nuovamente distendere sul divano; quindi, puntandola contro il suo ventre, come le aveva detto, pronuncia la formua: «Revelat uterum».

Il fascio di luce che si diffonde dalla bacchetta, però, non è bianco, bensì viola.

«Blaise…» Se prima l’idea della gravidanza la terrorizzava, adesso quella strana luce l’ha agghiacciata.

«Oh cavolo!» Esclama di rimando il moro. «Ehm… credo sia meglio se chiedo informazioni a mia madre se… Forse anche tu dovresti scrivere a Narcissa, o perlomeno parlarne a Draco se sa qualcosa…»

«Blaise, per favore, mi stai spaventando: mi vuoi dire esattamente di cosa si tratta?» Chiede, quasi isterica, Hermione, rimettendosi in piedi.

«Ecco, sì, io credo si tratti di una gravidanza gemellare», le risponde con un filo di voce.

«Ge… gemelli?» Fiata Hermione, lasciandosi cadere a peso morto sul divano.

 

  • § § § § § § § § §

 

«Hey, sembra che ti è passata sopra una mandria di giganti», lo irride Theodore, non appena Blaise si accomoda al tavolo di Serpeverde per la colazione.

È sabato, e gli studenti, a partire dal quarto anno, sono eccitati per la settimanale gita a Hogsmeade.

«Fottiti, Theo», gli risponde, molto gentilmente, Blaise.

«Non mi dire che la cara sorellina ti ha mandato in bianco a soli sei giorni dal matrimonio», incalza Draco.

«Non eri tu quello che non voleva parlare di certe cose?» Lo riprende il moro. Comunque, credo che Hermione abbia bisogno di parlarti di una cosa della massima importanza».

«Vale a dire?» Si preoccupa Draco. Che diavolo è successo la sera prima perché i due novelli sposi si sono presentati quel mattino in Sala Grande con delle occhiaie da far paura? E cos’è quella storia che Hermione ha urgenza di parlare con lui?

«Non qui, e non ora, altrimenti tua sorella mi renderà eunuco prima di sera», facendo un gesto a indicare la Sala: decisamente c’è troppa gente per un discorso così delicato, e anche se il vociare è decisamente sopra la media, è risaputo che a Hogwarts i fantasmi hanno un udito anche fin troppo sviluppato e sono sempre pronti per i pettegolezzi…

 

  • § § § § § § § § §

 

«Oh, no! Hermione, non dirmi che tu e Blaise avete già litigato: non è ancora passata una settimana dal vostro matrimonio!»

Anche se Hermione ha cercato di darsi un contegno, a Ginevra Molly Weasley non è sfuggita l’aria preoccupata della riccia, per non parlare delle occhiaie.

«Tecnicamente, oggi è giusto una settimana che ci siamo sposati. E no, non abbiamo affatto litigato», si affretta d aggiungere.

«Ma allora, che cos’è quell’aria preoccupata? Non mi dire che… veramente…» Ginny prova a indovinare il motivo dell’espressione dell’amica.

«Ginny, per favore: non qui, e non adesso», le risponde, indicando tutti gli studenti presenti in Salain quel momento.

«Con questo baccano, chi vuoi che senta le nostre confidenze?» La sprona l’amica, curiosa.

«Certo che tra te e Blaise non saprei proprio chi dei due è più curioso», cerca di scherzare Hermione.

«Allora?» La pungola Ginny.

«Te l’ho detto: non qui, e non ora, anche perché prima vorrei chiedere una cosa della massima importanza a Draco, ma fidati: entro domani sera saprai tutto. Sei o non sei la mia migliore amica?» La rassicura Hermione.

«Tu vuoi farmi morire di curiosità… non so se riesco a resistere fino a domani sera…», cerca ancora di strapparle il segreto.

«Sono certa che Harry saprà come distrarti», le ammicca, mentre il ragazzo in questione è tutto preso da una conversazione con Seamus.

«Hermione Zabini! Questa frase da te non me la sarei mai aspettata!» Si finge scandalizzata.

Le due amiche scoppiano in una fragorosa risata.

«Allora ragazzi, chi è del nostro gruppo?» Interviene Neville.

«Dunque, a parte  te e Luna, direi io e mio marito, poi Harry e Ginny e forse anche Draco e Theo», gli risponde prontamente Hermione.

«Tu credi che Draco voglia mischiarsi a dei Grifondoro?» Ginny si mostra piuttosto scettica.

«Che gli piaccia o no, anch’io sono una Grifondoro, e dal momento che ho bisogno di parlargli, non ha molta scelta», si impunta la Caposcuola.

 

  • § § § § § § § § §

 

«Draco, scusa, ti va di uscire un momento? Avrei bisogno di parlarti…»

I dieci ragazzi sono seduti a un tavolo ai Tre Manici di Scopa e dopo una Burrobirra finalmente Hermione prende il coraggio di fare la fatidica domanda al fratello, approfittando del fatto che l’attenzione degli amici è incentrata su Luna.

Draco annuisce in silenzio e si appresta a seguirla, quando Harry catapulta su di loro la considerazione di tutto il tavolo: «Dove state andando, voi due?»

«Affari di famiglia, Potter», gli risponde, acido, il biondo.

«Fuori?!»

«Sì, Potter, fuori. È un problema?» Draco è sempre più polemico.

«Ma… con questo freddo?»

«Andiamo?» Hermione comincia a stancarsi di quel teatrino fra suo fratello e Harry: ogni scusa per quei due è buona per azzuffarsi!

Una volta fuori, Harry li conduce in un posto piuttosto isolato, in modo che possa facilmente controllare che nessuno si avvicini ai due.

«Allora?» Detesta dare ragione a Potter, ma lì fuori si gela veramente: in fondo, sono quasi a metà dicembre!

«Ecco, mi chiedevo se tu conoscevi la storia di famiglia. Nei dettagli, intendo». Hermione non sa come affrontare l’argomento “gravidanza” e quindi opta per prenderla alla larga, tormentandosi le mani.

«Vuoi farmi credere che in quei tre mesi che sei stata al Manor, non hai spulciato i volumi della nostra Biblioteca?» Draco non resiste dal prenderla in giro.

«Certo che li ho letti, ma non mi sono soffermata su ogni singolo dettaglio», si impermalisce la ragazza.

«Ehi, calma: finalmente c’è qualcosa che non conosci, lasciami godere il momento… Comunque, a quali dettagli ti riferisci?» Si affretta a chiederle.

«Ahah, davvero molto spiritoso. Ecco, mi chiedevo, così, per pura curiosità, se per caso avessi sentito di gravidanze gemellari nella nostra famiglia», butta tutto d’un fiato.

«Sinceramente non ho mai sentito nulla del genere… Ma come mai ti interessano le gravidanze gemellari nella nostra famiglia? Non mi dire che…»

«Ieri sera io e Blaise abbiamo provato l’incantesimo rivelatore, così per curiosità. Solo che invece della consueta luce bianca, dalla bacchetta si è sprigionato un fascio violetto: secondo Blaise dipende dal fatto che aspetto due gemelli. Ma come è possibile? Voglio dire, la blastocisti dovrebbe essersi appena impiantata…» Ora Hermione è di nuovo inpreda all’ansia.

Senza pensarci, Draco abbraccia la sorella: «Andrà tutto bene, vedrai. Riguardo alle storie di famiglia, io personalmente non ho mai sentito niente, ma chiedrò ai nostri genitori. In fondo, se Lucius è riuscito a nascondere la tua esistenza per diciannove anni, non è inverosimile che altri ci siano riusciti in passato», cerca di tranquillizzarla.

«Scusami… Io… Non so cosa mi sia preso. È solo che questa cosa mi spaventa», afferma la ragazza.

«Senti senti: l’intrepida Grifondoro ha paura di qualcosa», cerca di alleggerire l’atmosfera.

«Qui non si tratta di affrontare un pericolo più o meno tangibile: ora sono responsabile della vita di due esseri umani. Ho paura di non essere all’altezza», si confida.

«Non sei sola, lo sai, vero?» Le chiede, obbligandola ad alzare il volto verso di lui.

«Sì, ma io e Blaise siamo praticamente coetanei; inoltre avevamo entrambi dei sogni, delle aspirazioni: riusciremo a non far pesare sui nostri figli il fatto che dovremo rinunciare alla maggior parte di essi?»

«E chi l’ha detto che dovrete rinunciare ai vosgtri sogni e alle vostre aspirazioni? Esistono anche le balie», le fa notare il ragazzo.

«Draco! Come puoi pensare una cosa del genere? Io non intendo essere una mamma assente», si offende Hermione.

«Vuoi forse farmi credere che quando ti hanno adottata, i Granger hanno rinunciato alla loro vita?» Cerca di farla ragionare.

«Questo no, anzi: hanno continuato a lavorare tutti e due, ma non mi hanno mai fatto mancare mai nulla, a cominciare dall’affetto», ammette.

«Hai visto? Non è importante la quantità, ma la qualità del tempo che dedichi ai tuoi figli a fare di una persona un buon genitore».

«Chi sei tu? Che ne hai fatto del Furetto bastardo?» Scherza Hermione.

«Se vuoi, lo tiro immediatamente fuori», la provoca il biondo, lanciando un’occhiata a Potter.

«Ma sei veramente impossibile», lo prende in giro la sorella.

«No, non sono Impossibile: sono Draco Malfoy», specifica lui.

«Dai, torniamo al pub, prima che ci diano per dispersi. Inoltre sto letteralmente congelando», lo riprende lei.

«Guarda che l’iea di venire fuori è stata tua. Potevi benissimo parlarmi dentro il locale, tanto erano tutti presi da quella Lunatica», Draco si mostra indifferente.

«Ora sì che ti riconosco: ma possibile che tu debba sempre insultare i miei amici?» Lo rimprovera.

«Non è colpa mia se è stramba», draco si stringe nelle spalle, cominciando ad incaminarsi, seguito da Hermione che non gli risparmia la sua filippica.

«Tesoro, tutto a posto?» Le chiede Blaise, appena i tre si siedono nuovamente al tavolo, accarezzandole la schiena.

Sa perfettamente che Hermione non è ancora pronta a definire “amore” il loro rapporto, tuttavia, non riesce a fare a meno di rivolgersi alla moglie con quei nomignoli.

«Sì, è tutto a posto», lo tranquillizza.

«Allora, ragazzi, visto che il 20 non ci sarà alcun matrimonio, bensì il fidanzamento di mia sorella con Draco, cosa ne dite di andare da Stratchy&Sons?» Chiede Daphne.

Visto che Hermione e Blaise avevano anticipato di ben due settimane il loro matrimonio, Lucius e Dorion Greengrass avevano anticipato di riflesso il fidanzamento fra Draco e Astoria.

«Io l’abito l’ho acquistato l’estate scorsa, quindi penso che andrò da MondoMago», si affretta a precisare Hermione. No, un’altra sessione di shopping non crede di riuscire a sopportarla.

 

  • § § § § § § § § §

 

«Sei riuscita a parlare con  tuo fratello senza che si scannasse con Potter?» Le chiede Blaise, una volta rientrati a Hogwarts.

«Sì, ma lui non sa nulladi eventuali parti gemellari nella famiglia, anche se pensa che potrebbero benissimo essere state nascoste, come lo è stata la mia nascita. In fondo, sono secoli che le spose Malfoy danno alla luce un unico figlio maschio. Da questo punto di vista, mi risulta piuttosto credibile che un’eventuale nascita di due o più figli sia stata nascosta e, anzi, abbia dato il via a tutta questa faccenda del figlio unico. Per questo, ha deciso di scrivere ai nostri genitori. Tu, invece, hai sentito tua madre?» Hermione gli racconta quanto dettole dal fratello, e anche i suoi dubbi al riguardo.

«Sto ancora aspettando la sua risposta», conviene il moro.

«Sai che mio fratello mi ha stupito?» Gli rivela, accocolandosi sul divano.

«In che modo?» La invita ad aprirsi a lui, facendola distendere tra le sue gambe, con la schiena appoggiata al suo torace.

«A volte si comporta ancora come il Furetto bastardo, ma ogni tanto fa capolino la sua parte più saggia… Quando gli ho rivelato di essere incinta di due gemelli e gli ho esternato le mie paure e i miei dubbi, lui ha cercato di confortarmi», gli racconta, mentre apoggia le sue mani su quelle del marito, intente, in quel momento a disegnare ampi cerchi sul ventre della moglie.

«Cioè?» Le chiede ancora.

«Mi ha praticamente detto le stesse cose che mi hai detto tu. Voglio dire: nonmi aspettavo che mio fratello mi dicesse che conta la qualità e non la quantità; mi aspettavo piuttosto che mi invitasse a lasciare i bambini alle balie perché è quello che succede tra le famiglie dei Purosangue».

«Hermione, la guerra ha cambiato tutti. Draco, in special modo, essendo costretto a vivere a stretto contatto con Voldemort e la sua schiera di Mangiamorte è stato praticamente obbligato a maturare in fretta. E, per quanto ti possa sembrare incredibile, ti posso giurare che Lucius e Narcissa sono stati dei genitori molto presenti nella vita di Draco. Se le cose fossero andate diversamente durante la Battaglia del Ministero, dubito che Lucius avrebbe permesso che suo figlio venisse marchiato a soli sedici anni. No, lasciami finire», vedendo che la moglie stava per ribattere, «non sto dicendo che dovevate consegnare la profezia a quella gente: volevo solo dire che se Lucius non si fosse fatto vedere, o, meglio ancora, non si fosse presentato per un qualsiasi motivo, alcuni episodi non si sarebbero verificati», chiarisce.

«Fatto sta che Lucius ha fatto delle scelte sbagliate, e a pagarne le conseguenze è stato Draco. È proprio questo che mi spaventa Blaise: che a fare le spese delle nostre scelte siano i nostri figli», riprende il discorso della sera prima.

«Il solo fatto che tu ti stia preoccupando indica che sarai una buona madre. Tuttavia, sbaglieresti di sicuro se non compissi nessuna scelta. Inoltre, credo sia inutile fasciarci la testa prima di essercela rotta: gustiamoci questi mesi, e ai problemi ci penseremo man mano che si presenteranno. Lo so che per te sarà dura non poter programmare, ma come hai detto tu stessa, è della vita dei nostri figli che si tratta. Lasciamo che siano loro a viverla, come meglio credono, e se sbaglieranno, sarà nostro compito correggerli, ma non potremmo mai permetterci di vivere al loro posto», le sussurra all’orecchio.

Seguono attimi di silenzio, in cui i due ragazzi si beano l’uno della vicinanza dell’altro, finché un gufo non picchietta alla finestra dell’appartamento, rompendo quell’attimo di quiete.

«È il gufo di mia madre», asserisce Blaise, alzandosi per potre far entrare la bestiola e leggere così la risposta alla sua domanda.

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