I CINQUE SENSI ~ Capitolo 23


“Lucius, amico mio”. Lord Annwyn non ha perso tempo: appena saputo che i Malfoy sono stati dimessi, ha chiesto un incontro col capofamiglia.

“Aonas, che piacere rivederti”. Lucius è rimasto sorpreso quando ha letto la missiva dell’amico, ma non ha certo potuto rifiutargli quell’incontro, anche se in cuor suo teme abbia a che fare col fidanzamento dei ragazzi.
“Sono felice di sapere che tu e tua moglie state bene, e che anche Draco non sia ammalato”, continua con i convenevoli.
“Già, i Medimaghi ne sono rimasti piuttosto meravigliati, ma proprio per questo particolare, gli Auror pensano che uno dei complici di Lestrange sia un Guaritore, probabilmente caduto in disgrazia”, gli rivela, come se il suo amico, consigliere anziano del Wizengamot, non ne fosse già a conoscenza.
“Già, purtroppo, però, non sono ancora riusciti a trovarlo: pare che il nome con cui lo conosceva Alfred Pucey fosse fittizio. A proposito, Blaise mi ha detto che Hermione sta rispondendo bene alle cure e che presto verrà dimessa”, lancia il sasso: in fondo è per questo che si trova a Malfoy Manor.
“Sì, non per niente mia figlia è la strega più intelligente della sua generazione: appena ha capito che non aveva scampo, ha provato a chiamare la sua elfa e questa l’ha prontamente portata in salvo, qui da noi. Peccato, che con lei ci fosse anche quel Weasley…”
“Lucius, attento: con me non hai problemi, ma se ti sentisse qualcun altro del Ministero, potresti venire equivocato”, lo avverte. “Comunque, sono venuto qui per parlarti dei nostri ragazzi, Hermione e Blaise. Purtroppo, a causa del rapimento, il fidanzamento non ha avuto luogo alla data stabilita. Tuttavia, sia io che mia sorella auspichiamo che il matrimonio avverrà alla data prevista, quindi…”. Lui è un membro del Wizengamot e non può certo dire apertamente ciò che prima ha detto Lucius, ma è innegabile che la fuga della Malfoy assieme a Weasley l’ha preoccupato: il matrimonio di suo nipote con l’eroina del Mondo Magico porterebbe nuovo lustro alla loro famiglia e per lui è quanto di più importante ci sia.
La sua frase, però, viene interrotta da Narcissa: “Scusami Aonas, ma non pensi che sia controproducente?” Appena ritrovata sua figlia, suo marito le sbatte davanti un matrimonio combinato, poi viene rapita e rischia addirittura di morire, e ora che finalmente è salva, vogliono di nuovo allontanarla da lei?
“Controproducente in che senso, Narcissa? Questo matrimonio unirà due famiglie tra le più importanti” No, non può permettersi di perdere altro tempo, col rischio di un colpo di testa della ragazza.
“Sai perfettamente com’è il nostro Mondo: cosa pensi diranno di un matrimonio celebrato in fretta e furia?” Narcissa continua a perorare la sua causa, trincerandosi dietro le chiacchiere da salotto.
“Aonas ha ragione, Narcissa. Sabato 28 celebreremo il fidanzamento e il 20 dicembre ci sarà il matrimonio”, interviene duramente Lucius.
“Ma tre settimane… cosa dirà la gente?” Narcissa non ne vuole sapere di affrettare le cose.
“Di questo non dovete preoccuparvi: Blaise ha ricevuto una perfetta educazione purosangue, sa perfettamente come fare per non mettere incinta una donna, per lo meno non subito”, cerca di tranquillizzarla Lord Annwyn.
“Non lo mettiamo in dubbio Aonas, anche se non vedo che male ci sarebbe se Hermione avesse subito dei figli”, conviene, invece, Lucius.
“C’è solo un piccolo problema, di cui nessuno di voi due ha tenuto conto: non è detto che i Medimaghi del San Mungo dimettano in tempo Hermione per la festa di fidanzamento. Non si potrebbe quindi festeggiare il fidanzamento il 20 dicembre e il matrimonio dopo i MAGO?” È ancora troppo presto, ma sa che di più non può ottenere.
“Non dovete temere neanche per questo: penserò io a parlare coi Medimaghi”, li rincuora Aonas.
“Bene, allora siamo d’accordo” e Lucius stringe la mano al suo vecchio amico.
§ § § § § § § § § §
È il 25 novembre quando Hermione può finalmente lasciare il San Mungo, mentre la degenza per Ron si prevede ancora lunga. La dialisi ha sortito il suo effetto, tuttavia, è stato trasferito al reparto Virus, a causa della comparsa del Vaiolo di Drago, malattia che, a quanto pare, non ha infettato Hermione.
Tecnicamente, potrebbe rientrare immediatamente a Hogwarts, visto il nullaosta dei Medimaghi, ma una volta tornata a casa, suo padre la mette di fronte a un bivio: o accetta di fidanzarsi ufficialmente quello stesso sabato oppure verrà ritirata da scuola, visto che per lei non è più un posto sicuro.
“Oh, ma certo. Hogwarts non è sicuro, mentre il Manor, sì, vero? Come quando Bellatrix si è divertita a marchiarmi!” Urla.
“Non ti permetto, signorina, di usare quel tono con me. Sono tuo padre ed esigo rispetto. Inoltre, il patto che ho siglato con Lord Annwyn è vincolato con la magia. E tu sai cosa significa, vero? La riprende Lucius, usando dapprima un tono inflessibile, per terminare la frase mellifluamente. “E comunque”, prosegue, “quella volta non potevamo proteggerti. Non Narcissa e Draco, che non sapevano chi tu fossi in realtà; non io di certo, se non volevo vederti morire sotto i nostri occhi”, prova a convincerla.
“Tesoro, ascolta…” Anche per Narcissa quel dialogo ha dell’assurdo, ma come può una donna del suo rango, educata secondo certi crismi, andare contro il proprio marito? Tenta quindi di far ragionare la figlia, ma quest’ultima la interrompe, ignorandola e rivolgendosi al padre: “Avrei una domanda: perché hai permesso a mia zia di rapirmi?”
Lucius sospira stancamente. Avrebbe dovuto aspettarsi che sua figlia, la strega  più intelligente della sua generazione, prima o poi avrebbe sollevato quella questione, tuttavia, sperava che si facesse bastare la spiegazione data a suo tempo al Wizengamot. Sbagliava.
“Nessuno di noi sapeva che eri viva: tutti noi credevamo che Narcissa aveva partorito un neonato morto”, cerca di convincerla, augurandosi di venire creduto.
“Al Wizengamot hai raccontato un’altra storiella. Dimmi: a quale delle due versioni dovrei credere?”
“Lucius… dimmi che ho capito male”. Narcissa non riesce a credere a quello che le è parso di leggere fra le righe: suo marito era d’accordo col rapimento.
“Ora basta! Non intendo tollerare altro! Il fidanzamento verrà celebrato sabato, e prima di Natale, tu sarai la giovane Lady Zabini, chiaro?” Col tono di chi non accetta ulteriori repliche.
“Perfetto. Almeno non sarò più obbligata a respirare la vostra stessa aria!” Esala, uscendo dallo studio del padre.
§ § § § § § § § § §
Cara Ginny,
finalmente i Medimaghi mi hanno dimesso dal San Mungo e si sono espressi favorevolmente riguardo il mio ritorno a Hogwarts.
Purtroppo, però, mio padre ha deciso che questo sabato
Un leggero bussare precede l’entrata in camera di Narcissa: “Tesoro, posso?”
“Sei già entrata, se è per questo”, con tono mesto, senza alzare gli occhi dalla pergamena.
“Hermione! Ti pare il modo di rivolgerti a tua madre?! È questa l’educazione che hai ricevuto tra i Babbani?” Si indigna Narcissa. Ha raggiunto la figlia con l’intenzione di dimostrarle tutto il suo affetto, ma, per Salazar!, quella ragazza a volte è davvero indisponente.
Hermione si gira lentamente verso la madre: “Quello che i Babbani, come li chiami tu, mi hanno insegnato è che il rispetto va guadagnato, così come l’affetto. E ora, se vuoi scusarmi, sono occupata”.
“Tesoro…” Narcissa riprova a ristabilire un dialogo con quella figlia che non ha mai potuto abbracciare e che ora gliela portano nuovamente via.
“Dimmi, mamma”, calcando in modo sarcastico l’ultima parola, “che cos’è per te un tesoro?” Sa di ferirla, come sa che quella donna è capace di grandi gesti per amore dei figli, ma adesso è lei quella ferita.
Narcissa apre la bocca, per richiuderla senza riuscire a proferire parola.
“Già”, è l’amara constatazione della ragazza, la quale ritorna a volgere la propria attenzione alla lettera che stava scrivendo all’amica.
si celebrerà il mio fidanzamento con Blaise.
So che tu avresti preferito vedermi sposata con tuo fratello, ma come ben sai, è stato lui a lasciarmi, nel peg
Un singhiozzo e poi la porta che si chiude la bloccano, mentre una lacrima scende dai suoi occhi. Sa di essere stata forse troppo dura con sua madre. L’unica persona, assieme a Draco, che ha cercato di dimostrarle un po’ d’affetto.
Altre lacrime seguono la prima, mentre in un impeto di disperazione, con un gesto del braccio getta a terra tutto ciò che si trova sulla scrivania: “AHHH!”
§ § § § § § § § § §
“Dimmi, mamma, che cos’è per te un tesoro?”
Questa domanda le è arrivata dritta al cuore, ma, anziché rispondere ha preferito fuggire. Del resto lei non è una Grifondoro, ma una Serpeverde, e come una serpe lei agisce, o meglio, scappa.
Perché non ha risposto? Bastava che dicesse: “Un tesoro è quanto di più importante una persona abbia. Io sono fortunata perché ne ho ben due: te e Draco”.
Perché non glielo ha detto?
Perché è fuggita?
Oh, a questa domanda sa rispondere più che bene: si è sentita ferita dalla freddezza di sua figlia. Cosa si aspettava del resto? Che corresse ad abbracciarla solo perché l’aveva scoperta sua vera madre?
Oh, sì che l’aveva sperato.
Aveva veramente sperato che alla rivelazione di Lucius davanti al Wizengamot li accogliesse come un figlio accoglie i propri genitori dopo anni di separazione forzata.
Aveva veramente sperato che fosse bastato il suo gesto davanti al Signore Oscuro quando gli aveva mentito salvando così Potter, affinché provasse per lei lo stesso affetto che provava Draco.
Ma Hermione non è Draco.
È tentata di scrivere ad Avalon Zabini per posticipare un’ennesima volta il fidanzamento, e già che c’è scriverà anche a Minerva McGranitt di poter dare un permesso speciale a Draco, in modo che li raggiunga quella sera stessa. Sembra strano. Fino a pochi mesi prima si odiavano, eppure,una volta scoperta la verità quei due avevano legato veramente.
Narcissa non sa spiegarsi questa contradditorietà in Hermione, ma, soprattutto, non riesce ad accettarla. Tuttavia, decide di soprassedere e di volgerla a suo favore: visto che con Draco ha instaurato un ottimo rapporto, farà sì che lui diventerà la sua spia.
Spia. Che brutta parola, eppure, a mali estremi, estremi rimedi.
Chiederà anche un permesso speciale per Blaise Zabini. Non sa se è in suo potere rivendicare questo diritto, nondimeno, decide di provare: magari lui riuscirà a convincerla.
Questo, naturalmente, non significa che intende perdonare Lucius per il suo comportamento. Non c’era alcuna fretta di velocizzare in questo modo le cose. Ma no, lui deve dimostrare che un Malfoy è sempre di parola!
Maledetto Aonas Annwyn. Gli è grata, vero, per aver loro permesso di riabbracciare quella figlia che LEI credeva persa per sempre, ma a volte si lascia sopraffare dal pensiero che forse sarebbe stato meglio non imporle quella ridicola sentenza obbligandola a vivere con loro al Manor: sono delle Serpi, sarebbero stati certamente in grado di farsi largo nel cuore della ragazza a poco a poco, come è riuscito a fare Draco.
Lui non si è imposto e lei gli ha aperto il suo cuore. Loro, invece, hanno subito preteso, ricevendo, in cambio, porte sbattute in faccia.
Entra nella camera da letto padronale, un tripudio di verde e nero, i colori dei Malfoy, ma, anziché avvicinarsi all’elegante scrittoio in radica di noce dalle gambe magistralmente scolpite con la magia raffiguranti otto serpi (due per gamba) che si attorcigliano tra loro in un movimento perpetuo, si avvicina alla piccola miniatura raffigurante sua madre Druella: “Bambina, è da tanto che non ti avvicini a me”.
“Madre, come state?” Chiede.
“Come una persona che ora non è altro che tela e colori. Tu, piuttosto, ti vedo triste”, la scruta con i suoi occhi castani.
“Ho solo avuto uno scontro con Lucius, come ne avevate voi con Cygnus”, le mente, anche se si tratta di una mezza bugia: lo scontro non è ancora avvenuto, ma accadrà presto. C’è una questione in sospeso tra loro e lei è tutta intenzionata a risolverla, ma prima… prima deve mostrare il suo ‘tesoro’ a Hermione.
“Sarai anche una Serpe, ma sei sempre stata una pessima bugiarda”, la scopre sua madre.
“E chi l’ha detto che le Serpi sono bugiarde?”
“Hai ragione, bambina mia, le Serpi sono ammaliatrici, mai bugiarde. Di cosa hai bisogno?”
“Del mio tesoro”, rivela la parola d’ordine affinché il ritratto di sua madre le consenta l’accesso alla piccola cassaforte.
Prende un piccolo astuccio in legno di mogano, finemente intarsiato con l’emblema dei Black unito a quello dei Malfoy e con questo torna nella camera di sua figlia...
§ § § § § § § § § §
“Hermione! Cosa…?”
Narcissa non si è lasciata intimidire dalla piega che aveva preso il discorso con la figlia e risoluta rientra in quella stanza, ma non è preparata allo spettacolo che si trova davanti: i libri, i suoi adorati libri, buttati per terra, a fare compagnia alle pergamene e alle boccette d’inchiostro, rovesciate sul pregiato marmo, gli specchi tutti rotti, la ragazza rannicchiata in un angolo, la testa nascosta fra le ginocchia, circondate dalle braccia.
“Vattene”, singhiozza Hermione.
“Prima voglio mostrarti il mio tesoro. Ricordi? Mi hai chiesto tu, poco, fa, che cos’è per me un tesoro. Bene, eccoli qui: sono due, vedi?” Narcissa non demorde. Ha tenuto testa all’Oscuro, non sarà certo una ragazzina di diciannove anni a vincerla.
Hermione non vuole assolutamente alzare la testa, ma la curiosità è più grande: vede sua madre, l’algida e sempre impeccabile Narcissa Black in Malfoy, seduta per terra accanto a lei. Tra le mani un cofanetto in legno di mogano, rettangolare.
“Qui dentro ci sono due bacchette. Sono due bacchette speciali che vengono donate a una donna in una particolare occasione”, comincia a spiegare.
“Non è possibile regalare una bacchetta: è la bacchetta a scegliere il mago, non viceversa”, tira su col naso, passandosi la manica del maglioncino sugli occhi ancora umidi, irritandoli un po’. Non le importa cosa pensano i suoi genitori biologici di quell’abbigliamento – babbano – ma lei lo trova comodo e continuerà sempre a vestirsi in quel modo.
“Sì, normalmente è così, ma, vedi, queste sono speciali. Ne avrai una anche tu, un giorno. Ma non è di questo che voglio parlarti: ora voglio mostrartele”. Apre quasi con religioso timore quel cofanetto, custodito gelosamente per tanti anni, anche se all’inizio era tentata di usare il suo contenuto.
“Sono identiche”, esala Hermione, una volta che Narcissa gliele mostra.
“Sì, sono identiche, ma questa è la tua”. Narcissa prende in mano una bacchetta e l’agita davanti a un’attonita Hermione: davanti alle due si staglia l’immagine tridimensionale di un feto: “Questa eri tu a otto settimane… e questa”, agita nuovamente il legno, “è stata l’ultima visita che ho fatto prima del parto”.
Il feto di poche settimane viene sostituito da un bambino – una femmina – che si sta succhiando il pollice.
Stranamente, quando viveva con i Granger e li credeva ancora i suoi veri genitori, non aveva mai avuto la curiosità di cercare le ecografie, ma ora… quello davanti a lei è un bambino vero, vivo, è, o meglio: era, lei.
“Io…” Non sa cosa dire, se non un semplice: “Scusa per prima”.
“Scuse accettate… per questa volta, ma che non si ripeta mai più. E adesso che cosa ne dici di rimettere a posto questo disordine? Sono sicura che non vorrai sfruttare Petra”, la riprende sua madre, “Intanto io vado a scrivere ad Avalon di posticipare il fidanzamento”. Si alza, con un’eleganza che Hermione le invidia: se ci avesse provato lei con un vestito di quella fattura, sicuramente l’avrebbe pestato chissà quante volte.
“No”, soffia la ragazza, rialzandosi a sua volta e fronteggiando la madre.
“Come?” Narcissa è interddetta: era sicura che sua figlia stesse male per via del fidanzamento forzato, ma evidentemente è per qualcosa di più profondo, qualcosa che fa stare male anche lei.
“No… non è necessario. Io… non ho nulla contro la festa, sabato, anzi, sono contenta di potermi fidanzare con Blaise. Lui è sempre stato gentile con me, anche quando mi credeva una semplice Natababbana”, sceglie con cura l’ultima parola, “Oddio, non lo amo e lo considero semplicemente un amico, e forse lui meriterebbe una donna che lo ami sinceramente, ma ecco…”, si morde il labbro inferiore: non sa come affrontare quell’argomento. La donna davanti a lei sarà anche sua madre, ma per lei è ancora una completa sconosciuta.
Si vergogna quasi subito di quel pensiero, anche se è la verità: Narcissa le ha appena aperto uno spiraglio del suo cuore, ora tocca a lei fare il prossimo passo.
Con un sospiro, riprende a parlare: “Sì, ecco… insomma, hai capito, no?”
“No, tesoro, se non componi una frase di senso compiuto non posso capirti”.
Si siede sul bordo del letto, facendo cenno alla figlia di imitarla. In realtà, ha capito perfettamente dove vuole andare a parare, ma vuole che sia lei ad affrontare il discorso. In fondo è una Grifondoro, e i Grifoni i problemi li attaccano di petto, non li aggirano come le Serpi.
“Ecco… lui mi ha fatto capire che io gli piaccio, anche se non me lo ha detto apertamente, e io, beh, io gli ho detto che per ora non posso promettergli quel tipo di amore. Ma non perché mi senta ancora legata a Ron, sia chiaro”, si affretta ad aggiungere, per paura di essere fraintesa, “cioè, lo considero ancora un mio amico, ma come potrei essere ancora innamorata di lui? Lui mi ha lasciato proprio quando io avevo più bisogno di lui, e nel peggiore dei modi, tra l’altro, ma voglio lo stesso provare a dargli una seconda opportunità, sempre che non si vergogni a essere amico di una Malfoy”. Ha parlato tutto d’un fiato, dubbiosa che sua madre sia riuscita a seguire il filo dei suoi pensieri.
“Che cosa ha risposto Blaise?” Le domanda, invece, sua madre.
“Lui ha detto che è disposto ad aspettarmi, anche se il matrimonio di Casata prevede la consumazione la prima notte delle nozze, e che io gli piaccio anche perché non sono vendicativa e sono disposta a dare sempre una seconda opportunità”, le confida.
“E allora, qual è il problema?” Si informa, col tono più dolce del suo repertorio.
L’unica risposta che riceve sono gli occhi bassi di Hermione e le sue guance imporporate.
“Oh!” Esclama.
“No… sì… cioè, sì, ma non solo”.
“Andiamo con ordine: qual è la prima cosa che ti turba?” Anche se ha già un’idea in proposito, o meglio, come madre è quello che spera.
“Io sono stata solo con due ragazzi, ma lui a Hogwarts è conosciuto come il signore da una botta e via, secondo solo a Draco”
“Draco… No, non sono sicura di voler conoscere questa parte del discorso”, interviene Narcissa. “Vediamo se ho capito il tuo problema: hai paura che lui possa deriderti per la tua scarsa esperienza in merito? Tesoro, per gli uomini della nostra società è un pregio che la donna abbia scarsa o addirittura nessuna esperienza a riguardo. E poi, se ho capito bene quanto hai detto tu prima, a Blaise piaci così come sei. Non preocuparti. Aprigli il tuo cuore, permettigli di entrarci, poco alla volta, e vederai che ti sorprend – Non è questo l’unico problema, vero?” Chiede tutto d’un tratto.
Hermione scuote timorosa la testa.
“Hai paura che possa stancarsi di te e rivolgere le sue attenzioni a una donna più esperta e disinibita?” Domanda.
“Sì… Draco ha detto che è prassi per i Purosangue tradire allegramente le proprie mogli… Non che non succeda tra i Babbani, sia chiaro, ma è così… così degradante… Ho già avvertito Blaise al riguardo, però: anche se sono una Malfoy, sono comunque cresciuta secondo altri valori e non intendo tollerare un possibile tradimento”.
Mentre Hermione si è lanciata nel tema ‘cornificazione’, Narcissa ha assottigliato pericolosamente gli occhi: appena ne avrà l’occasione, dovrà fare un discorsetto anche con Draco, ma ora la priorità è Hermione.
“Tesoro, nessuno ti chiede di essere clemente in caso di tradimento”, la rassicura la madre.
“Ma Draco…”, si intestardisce lei, senza rendersi conto di aver appena messo nei guai suo fratello.
“A Draco ci penso io, non preoccuparti. Adesso stavamo parlando di te”.
“Beh, io non ho più nulla da dire”, si schernisce la ragazza.
“Sicura?” Lo sguardo penetrante di Narcissa sembra scrutarle l’anima.
Hermione annuisce semplicemente con la testa.
“D’accordo, allora. Se vuoi parlarne ancora, o hai bisogno di altri chiarimenti sai dove trovarmi. Adesso devo andare a parlare con tuo padre, intanto tu rimetti a posto tutta questa confusione. Tra poco si cena”, l’averte un’ultima volta sua madre. Il messaggio è chiaro: la sua assenza al desco non sarà tollerata.
Sbuffando, con un Reparo rimette in ordine la stanza, mentre con un Gratta e Netta toglie le macchie d’inchiostro dal pavimento.
Si accinge, quindi a riprendere la pergamena.
giore dei modi.
Nonostante questo, la nostra amicizia è rimasta salda. Mi piacerebbe, quindi, che tu fossi presente, assieme a Harry, naturalmente.
Credi che la McGranitt ti potrebbe dare un permesso speciale per questo sabato?
Sarei veramente la persona più felice del nostro mondo se almeno voi due foste presenti.
P.s.: potresti chiedere anche a Neville e Luna se se la sentono di chiedere lo stesso permesso per partecipare anche loro?
Tua Hermione.
Avvolge la pergamena attorno alla zampa del suo Puzzle e gli indica a chi consegnarla.
Guarda l’ora: il suo Swatch è un altro oggetto che Lucius avrebbe bruciato volentieri, ma a cui lei è legata. È ancora presto per scendere, quindi decide di studiare ancora un po’ Trasfigurazione. È incredibile quante lezioni ha perso dall’inizio dell’anno. Deve assolutamente rimediare e rimettersi in pari col programma: quell’anno, poi, ci sono anche i MAGO!

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