I CINQUE SENSI ~ Capitolo 18




Lo vuoi un palloncino?”
(Tim Curry, “IT – Il pagliaccio assassino”)
“Imperio!”
Si è lasciato convincere da Hermione a vestirsi come un Babbano degli anni Venti e ora si sta dirigendo alla Torre di Grifondoro, quando una voce alle sue spalle lo sorprende.
Nulla può contro questa Maledizione.
“Entra in quest’aula. E non emettere parola”, gli intima la voce. “Bravo. E adesso spogliati”.
In silenzio, Blaise esegue l’ordine, rimanendo solo in boxer.
A questo punto, l’altro ragazzo gli punta contro un’altra volta la bacchetta: “Expelliarmus! Silencio! Incarceramus!” Sono gli incantesimi che gli lancia uno dietro l’altro, senza che il moro, ancora sotto l’influsso dell’Imperio, possa difendersi.
Con tutta tranquillità, il ragazzo misterioso beve una pozione da una fiaschetta e, prese le sembianze della Serpe, indossa i suoi vestiti, per poi, una volta uscito dall’aula e sinceratosi di non essere visto da nessuno, bloccare la porta e dirigersi a sua volta verso i dormitori dei Grifoni.
Qui, un’ignara Hermione, vestita da Daisy Fay, sta aspettando il suo cavaliere.
È la notte di Halloween.
Manca ancora una settimana, e poi verrà celebrato il suo fidanzamento con Blaise Zabini.
“Hermione… come ti sei vestita?!” Lavanda Brown e Calì Patil la osservano dubbiose: che razza di costume di Halloween è quello?
Indossa una maschera davanti al viso, ma ai suoi compagni di Casa è chiaro che è lei…
“Vi piace?” Decide di ignorare volutamente il tono di quella domanda.
“Beh… è particolare”, le rispondono.
“L’ho comprato quest’estate in un negozio della Londra babbana”, spiega.
“Quest’estate ti sei divertita a fare la snob, dimenticandoti dei tuoi amici, quelli veri, ma adesso hai deciso di rifarti del tempo perduto, rubando il fidanzato alle altre”, la accusa ancora una volta Lavanda.
Nella Sala comune scende il gelo.
“Per l’ennesima volta, Lavanda, io non so che fine abbia fatto Ronald. Che vuoi che ti dica? Mandagli una strillettera!” Sbotta la riccia. Non ne può più di essere accusata. E ingiustamente, per di più.
“Credi che non l’abbia fatto? Ma il gufo ritorna sempre indietro, con la mia missiva intatta. Come se non lo avesse trovato!”. È quasi sull’orlo delle lacrime.
“Ma che vuoi da me? Ron mi ha lasciato quest’estate, ricordi? E anche se ha cercato di parlarmi qualche settimana fa a Hogsmead, io non gli ho dato retta. Credimi Lavanda, io non ho la più pallida idea di quello che sta combinando”, le confessa, con tono dolce, cercando di calmarla.
“Oh, certo. Adesso che hai scoperto di essere una Malfoy, degli altri non te ne frega più niente. Mi fai pena, Hermione Malfoy!” Le urla contro, uscendo come una furia dal buco del ritratto.
“Però, è vero. Ron sembra veramente sparito nel nulla”, interviene una preoccupatissima Ginny. “Mamma e papà hanno denunciato la sua scomparsa al dipartimento Auror, ma pare abbiano trovato un suo biglietto in cui dice di voler andare in Romania, solo che Charlie afferma di non averlo ancora visto, né di aver mai ricevuto una sua lettera al riguardo. Io non so più cosa pensare”.
Ginny si lascia cadere sulla poltrona davnti al camino.
“Pensate sia stato rapito da quel folle?” Chiede a lei e a Harry una preoccupatissima Hermione.
“No, è assolutamente impossibile”. Harry cerca di tranquillizzare le due ragazze. “Quell’assassino sta uccidendo bambini di dieci anni e Ron ne ha decisamente qualcuno in più”.
“Si, però, l’omicidio dei Granger ha messo in luce che non guarda l’età”. Ginny è sconvolta; Hermione le prende una mano tra le sue, per consolarla.
“Sono due cose diverse, Ginny. E poi sono sicuro che sta progettando una sorpresa per Lavanda”. Harry cerca di mostrare una sicurezza che comunque non prova. Vero che è stato trovato quel biglietto, ma è anche vero che al dipartimento nessuno crede a quelle parole, solo che non hanno fatto trapelare nulla per evitare di far preoccupare i genitori o di mettere in allarme l’eventuale rapitore.
“Spero solo che questa sua sorpresa non includa me”, conviene, tra l’amaro e il divertito Hermione, riuscendo, tuttavia, a strappare un sorriso all’amica.
“Dai ragazze, si sta facendo tardi, che ne dite di incamminarci verso la Sala Grande? Questo è il nostro ultimo ballo di Halloween qui ad Hogwarts. Godiamocelo!” Le sprona Harry.
Quando Hermione gli passa di fianco le sussurra: “Sicura di quello che stai facendo? Lo sai che poi non puoi tornare indietro? Basta solo una tua parola e ti assicuro che farò di tutto per impedire questa follia di Lucius”.
“Sì, Harry. Sono sicurissima. Adesso esco di qua e raggiungo il mio promesso. Questa sera balleremo insieme e sabato prossimo ci fidanzeremo. A Natale sarò la nuova Lady Zabini. Ringrazia il tuo amico di questo, perché non passa giorno che io non lo faccio: Blaise si sta davvero dimostrando un ragazzo d’oro, e certamente non ha la sensibilità di un cucchiaino”, gli risponde, sempre sussurrando Hermione.
Escono dal ritratto tutti e tre insieme tenedosi a bracetto, con Harry al centro.
“Ti ringrazio, Potter, per aver scortato la mia ragazza, ma ora ci penso io”, si avvicina il falso Blaise porgendole il braccio, alla base della scalinata.
“Blaise, credevo che venivi accompagnato da mio fratello e Astoria”, Hermione si mostra sorpresa di vedere il moro ad attenderla da solo.
“Draco ha preferito andare avanti”, gli risponde lui.
Merda! Avrebbe dovuto interrogare per bene Zabini, invece di limitarsi a spogliarlo.
“Va bene, Jay, andiamo”, lo sprona lei, chiamandolo col nome della maschera.
“Jay?” E chi diavolo è?
“Hermione si blocca in mezzo al corridoio. I sensi improvvisamente all’erta.
Nei giorni scorsi ha interrogato ripetutamente Blaise riguardo a quel romanzo, per sincerarsi che il ragazzo entrasse nella parte. Ora perché sembra non sapere chi sta impersonando?
“Hermione, perché ti sei fermata?” Chiede lui, tutto a un tratto preoccupato che la ragazza subodori l’inganno.
“Jay, chi è Hermione? Il mio nome è un altro”, cerca di recitare la parte della fidanzata oltraggiata, cercando di farlo cadere nella trappola.
Deve fare in fretta. L’ora sta trascorrendo in fretta. Deve riuscire a portarla fuori di lì prima che l’effetto della Polisucco vanisca.
“Perché continui a chiamarmi Jay, Hermione? C’è forse qualcosa che dovrei sapere?” Le sibila contro, avvicinandosi pericolosamente, fino a schiacciarla contro il muro, impendendole qualsiasi tipo di movimento, compreso quello di prendere la bacchetta. Lui, la sua, la sta tenendo stretta nella mano, nascosta dalla giacca: “Silencio!” Le urla, puntandogliela contro.
“Ora fa la brava. Cammina a fianco a me senza fare scherzi, tanto anche se urli, nessuno può sentirti”, le intima, sospingendola verso le scale che conducono al piano dove si trova la statua della Strega Orba.
§ § § § § § § § § §
Che diavolo sta succedendo? Perché Blaise si sta comportando in quel modo con lei? Questo non è il Blaise che ha conosciuto lei. Possibile che le abbia mentito fino adesso e così bene? Si è sempre vantata di saper distinguere le persone false da quelle sincere, e Blaise le era parso sin da subito appartenere a questa seconda categoria: d’accordo che è stata catapultata in una situazione del tutto inverosimile dall’oggi al domani, ma sbagliarsi così di una persona non  riteneva fosse una cosa da lei…
Intanto, non riesce a capire dove la stia conducendo. Cerca di opporre resistenza, ma il ragazzo è più forte di lei e praticamente la sta conducendo in un’ala deserta del castello.
Non riesce neanche a urlare, visto che è stata silenziata, ed è stata anche privata dalla sua bacchetta, in modo che non potesse difendersi con un incantesimo non verbale.
Ma dove sono Harry e suo fratello quando servono?
Improvvisamente, si trova davanti alla statua della Strega Orba: fino alla guerra custodiva il passaggio segreto per Mielandia…
Una lampadina le si accende nel cervello: non vorrà mica portarla a Hogsmead e da lì smaterializzarsi a… a… a Villa Zabini, per caso? E poi, perché?
Le ha promesso che se lei gli avesse dato una possibilità lui avrebbe fatto di tutto per farla innamorare (o almeno è quello che ha compreso lei: possibile che si sia sbagliata anche su questo?) e tra poco più di un mese si sarebbero sposati, quindi lei sarebbe stata comunque sua. Quindi, perché tutta questa fretta?
“Adesso Basta! Mi hai proprio stufato!” Sbotta il ragazzo, stanco per i suoi continui tentativi di liberarsi. “Levicorpus!”, è l’incantesimo che le pronuncia contro, facendola lievitare davanti a lui e affrettando così notevolmente il passo nello stretto cunicolo: deve arrivare a casa sua prima che l’effetto della Pozione Polisucco termini.
§ § § § § § § § § §
“Sfregiato. Piattola. Dov’è mia sorella? Perché non è con voi?” Draco incrocia Harry e Ginny poco lontano dalle scale che conducono alla Torre di Grifondoro.
“È venuto Blaise a prenderla e ha detto che tu la aspettavi davanti alla Sala Grande”. Per una volta, Harry decide di soprassedere al tono di Malferret.
“Stai scherzando, spero. I patti con Blaise era che loro due scendevano assieme a voi e noi li aspettavamo qua”. Draco comincia a innervosirsi: che diavolo è saltato in testa al suo amico?
“Oh, com’è romantico!” Chiosa Astoria, temendo che tra quelle due teste calde comincino a volare schiantesimi.
“Che stai dicendo?” Bercia contro di lei il suo fidanzato.
“Beh, forse Blaise ha voluto farle una sorpresa e l’ha portata sulla Torre di Astronomia”.
“E che sorpresa avrebbe dovuto farle, sulla Torre di Astronomia?” Se in quel momento potesse avere tra le mani il fidanzato di sua sorella, sicuramente lo strozzerebbe alla babbana.
“E che ne so io, mica sono nella sua testa!” Sbotta Astoria, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
“Ma se hai appena detto…” Draco sta cominciando a uscire veramente dalle grazie di tutti e quattro i Fondatori.
“Sentite, litigare fra noi non serve a niente”. Ginny si intromette. “Forse ha ragione Astoria, oppure ci hanno preceduto e stanno già ballando in Sala Grande. Allora, Draco, voi due andate là e guardate se li vedete, mentre io e Harry facciamo un salto alla Torre per vedere se invece è giusta la supposizione di Astoria”.
I due ragazzi, guardandosi in cagnesco, annuiscono e i quattro si dividono per cercare la coppia di amici.
“Spiegami, Ginevra…”
“Non. Chiamarmi. Ginevra. Mia madre mi chiama Ginevra, e quando è arrabbiata. Tu sei mia madre? No. Sei arrabbiato?” Gli chiede, mandando lampi con gli occhi.
“Ehm… no”, le risponde il ragazzo, “Comunque, volevo solo chiederti: mi spieghi come diavolo faccio a proteggere quella gran zuccona della nostra amica se lei ogni 2*3 sparisce e se ne va alla Torre di Astronomia?”
“Impedendole di sparire, magari?” Ironica.
“Ehm, forse tu non te ne rendi conto, ma quando Hermione vuole restare sola, e si accorge di essere seguita, beh, davvero, preferirei affrontare più di mille Voldemort che la sua bacchetta”, boccheggia Harry.
“E tu saresti l’Eroe del Mondo Magico, quello che ci ha salvato da un regno di terrore e oscurità?” Lo prende in giro lei.
“Ahah, davvero molto divertente. Tu non l’hai mai vista con la bacchetta in mano”.
“Mio caro Harry, se tu ti fossi impegnato un po’ di più nello studio, magari quanto lei, ora non temeresti i suoi incantesimi”, lo sgrida Ginny.
“Ehi! E il quiddicht, dove lo metti?”
“Guarda che anch’io gioco nella squadra come titolare, esattamente come te, eppure la mia pagella non ha mai fatto pena!”. Sbotta lei, un po’ risentita da quelle parole, quasi come fossero un’accusa che lei non si impegna abbastanza nella squadra.
“La mia pagella non fa pena! È accettabile!” Si difende Harry.
“Va beh, dai, sbrighiamoci a trovare Hermione e Blaise, anche se spero che non si offendino quando li troviamo”.
“Perché dovrebbero offendersi?” Chiede candidamente Harry.
Ginevra alza gli occhi al cielo. A volte il suo Harry le fa tenerezza, altre volte, invece… “Harry? Tesoro… tu quanti figli vuoi?”
“E cosa centra adesso quanti figli voglio?” Harry è sempre più confuso: sembra quasi che la sua confusione aumenta man mano che aumentano i gradini che stanno salendo.
“Oh, Santo Godric, aiutami tu!” Esala un’esasperata Ginevra Molly Weasley.
Intanto, in Sala Grande, Draco e Astoria si sono divisi per cercare meglio la coppietta. Vedono in un angolo Mc Laggen che sta parlando con Calì e Lavanda, ma di Hermione e Blaise non c’è traccia, come non c’è traccia neanche di Adrian.
L’ultima volta che ha trovato sua sorella sconvolta è stata alla Guferia, ma adesso cosa potrebbe essere successo da poterla spingere là? Non avranno mica deciso di lasciarsi, quei due testoni? No, Blaise non avrebbe mai mollato l’osso ora che l’aveva a portata di mano. E a questo pensiero, una punta di gelosia lo coglie.
Dopo un’oretta, vengono raggiunti da Potter e Weasley femmina, ma anche loro non hanno buone notizie: “Abbiamo cercato sia alla Torre di Astronomia che in Guferia che in Biblioteca”, ammette uno sconfitto Harry.
“Possiamo provare a cercarli nel parco e vicino al Lago Nero”, prova a suggerire Astoria, “Stanotte c’è luna piena e per un ragazzo che vuole conquistare una ragazza, la luna che si specchia nelle acque del lago è molto romantico”.
“Con questo freddo?” Chiede non convinto Harry.
“Harry, amore, hai idea di quanto calore può emanare il petto di un uomo?” Ginevra si sta veramente esasperando dell’ottusità del suo ragazzo, mentre Draco, a quest’ultima uscita, ghigna divertito.
“Veramente, non ci tengo assolutamente a scoprirlo”, mette subito le mani avanti Harry.
“D’accordo, allora, Potter, tu e la tua fidanzata li cercate nel parco e io e Astoria al Lago Nero”, decide il biondo, ma in quel mentre vengono raggiunti da Theo e Daphne.
“Ehi, ragazzi, vi state divertendo?” Chiede il moro. “Non ho ancora visto tua sorella, però”.
“Già, a quanto pare si è imboscata da qualche parte con Blaise”. Draco ha lo sguardo cupo: Blaise sarà anche il suo migliore amico e promesso fidanzato di sua sorella, ma è pur sempre di sua sorella che si sta parlando.
Anche lo sguardo di Harry si è incupito: lui ha sempre considerato Hermione la sua sorellina, e l’immagine di lei che si rotola con una Serpe gli fa salire un conato di vomito in gola, che lui maschera con un colpo di tosse. E vabbè che Ron l’ha lasciata nel peggiore dei modi e ora è anche scomparso dalla circolazione, a parte quella sua bravata a Hogsmead qualche settimana prima, però lui l’ha sempre immaginata come la futura signora Gr… Malfoy in Weasley, non come lady Malfoy in Zabini!
Si riprende presto, però, dalle sue elucubrazioni mentali vedendo Draco assottigliare pericolosamente  gli occhi: “Scusate, stavate dicendo?”
“E tu saresti il cadetto Auror scelto come guardia del corpo di mia sorella? Si vedono i risultai, infatti”, sbotta Draco.
“Stavo dicendo, Potter”, interviene Theo, “Che prima ci è parso di vedere Adrian entrare in un’aula con Blaise. E da quell’aula abbiamo visto uscire solo lui. L’ho chiamato, ma non mi ha risposto. Era già tardi e non abbiamo fatto caso se anche Adrian era poi uscito da quella stanza”.
“In effetti, alla Torre di Grifondoro si è presentato da solo”, mormora Ginny.
“Theo, hai visto in quale aula sono entrati?” Chiede Draco. I sensi improvvisamente all’erta, anche se non sa bene perché.
“So solo che era al secondo piano”.
“Va bene. Siamo in sei: andiamo là e poi ci dividiamo le aule da controllare”. È sempre Draco a prendere le decisioni.
“Non sono d’accordo”, interviene Harry.
“Chissà perché me l’aspettavo?” Un Draco a dir poco sarcastico.
“Le ragazze forse è meglio che ci aspettino qui”, spiega meglio Harry.
“Io sono d’accordo con lui”, afferma Theo.
“Ma noi no”, intervengono in coro le tre ragazze.
“Basta che ci diamo una mossa. In fondo siamo a Hogwarts, Sfregiato”.
E così dicendo, i sei escono dalla Sala Grande.
§ § § § § § § § § §
“Ma tu… tu non sei Blaise!” Una sconvolta Hermione, a cui è stata ridata la voce, si ritrova ad ammirare lo spettacolo di Blaise che torna a essere Adrian.
“Cento punti a Grifondoro”, ironizza il ragazzo in questione.
“Dove mi hai portato?” Non vuole mostrare paura. Lei è una Grifona, lei ha affrontato – suo malgrado – Bellatrix, e poi è una Malfoy, i Malfoy non mostrano mai al mondo le prporie emozioni.
“Non indovini, mia piccola Grifoncina?” La prende in giro il moro. “Ti trovi a Pucey Manor: guarda! Tutto questo potrebbe essere tuo. Basta solo una tua parola, e io, nella mia magnanimità, potrei decidere di renderti la signora del maniero”, il viso pericolosamente vicino a quello della ragazza, che sta per ribattere, quando una voce nell’oscurità si fa sentire.
“Adrian, figliolo, non è così che ci si comporta con gli ospiti. Così la spaventi, piccola, insulsa Traditrice del proprio Sangue”.
Così dicendo, Alfred Pucey esce dal cono d’ombra che fino ad alloro lo aveva per così dire protetto, mostrandosi ai due ragazzi nella sua divisa di Mangiamorte. “Adrian, credo sia meglio tu rientri a scuola, per non destare sospetti. Per te, invece, mia cara ho in serbo una bella sorpresa”.
E mentre il ragazzo si smaterializza nuovamente a Mielandia per rientrare a Hogwarts tramite il passaggio celato dalla Strega Orba. Suo padre afferra Hermione per un braccio e smaterializza entrambi in una fetida cella.

“RON!”

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