I CINQUE SENSI ~ Capitolo 17


“Gli animali non uccidono mai per piacere,
l’uomo è l’unico per il quale la tortura
e l’uccisione dei suoi simili
sono fonte di divertimento”.
(James Anthony Froude)
È passata una settimana da quando quello scarafaggio della Skeeter ha pubblicato quella schifezza sul Profeta, e, per chi vive a Grifondoro, quelli non sono stati certamente dei giorni felici, ma neanche per Draco Malfoy e Blaise Zabini lo sono stati, essendo loro il bersaglio preferito che la Caposcuola grifona ha usato per sfogare tutta la sua frustrazione. Così, quel sabato mattina, sono in tre in Sala Grande a torturare le uova fritte nel loro piatto.
Il frullo d’ali, obbliga i ragazzi intenti a consumare la colazione ad alzare lo sguardo verso i volatili che consegnano loro la posta.
TROVATO NUOVO CADAVERE SULLA SPIAGGIA DI BLYTH.
Un altro bambino è stato ritrovato morto ieri mattina sulla ormai nota spiagia di Blyth. Anche lui presentava sul corpo le stesse piaghe dell’altro bambino e anche lui aveva dieci anni e proveniva da una nota famiglia purosangue babbanofila. Questa volta, però, il cadavere non è stato ritrovato tre giorni prima del plenilunio, bensì tre giorni dopo il novilunio, quando, secondo il calendario astronomico dei Babbani, ci sarebbe il culmine del cosiddetto “Sciame meteoritico delle Orionidi”. I Babbani credono che siano i resti di una cometa che passa vicino alla Terra ogni 75/76 anni. In realtà, come spiega l’eminente Astronomago francese Taurin de la Pleïade si tratta di…
“Heeeeeey!”, sbraita la voce di Rita Skeeter, mentre un’indisposta Hermione accartoccia il giornale.
Dovrebbe esserci abituata, ma… Non. È. Possibile. È morto un altro bambino in modo orribile e quella che fa? Discute di Astronomia!
“Un altro articolo non di tuo gradimento?” La irride un’acida Lavanda.
“Allora, ricapitoliamo un po’”, le risponde Hermione con sarcasmo, “Un altro bambino è morto in modo orribile, ma invece di parlare di cosa diavolo sta succedendo, quella sottospecie di giornalista si mette a disquisire di Astronomia: tu che dici? Senza dimenticare che è proprio in questo modo che Voldemort è salito al potere!”
“Non. Dire. Quel. Nome”, le intima l’ormai ex rivale.
“Oh, per favore Lavanda! Chiamiamo le cose col loro nome! Non siamo più bambini che diciamo ciccia al posto di carne e ‘mbua al posto di acqua!” E indispettita raccoglie i suoi libri per andare a studiare in santa pace in biblioteca. Quel sabato c’è la solita gita a Hogsmead e lei spera che i pochi studenti rimasti al castello non facciano troppo casino.
“Ehi, Draco, tua sorella sta andando a studiare in biblioteca. Che dici: la seguiamo e corriamo il rischio di venire schiantati o ce ne andiamo al campo da Quidditch a spiare l’allenamento dei Corvi?” Chiede il ragazzo moro.
“Ovvio che la seguiamo: ho bisogno di alcuni suoi appunti, però mandiamo Potter in avanscoperta”.
“Non c’è che dire: davvero due cuor di leone: e voi due dovreste proteggerla?” Interviene, sarcastica, Daphne Greengrass.
“È Potter l’aspirante Auror. Noi siamo solo due studenti del settimo anno, mica aspiranti suicidi”, si giustifica Draco.
§ § § § § § § § § §
“Hermione!” La chiama Harry, col fiatone.
Vedendola uscire con un diavolo per capello, non gli è rimasto altro che ingoiare l’ultimo pezzo di bacon che aveva infilzato con la forchetta e seguire l’amica per i corridoi della scuola.
In un primo momento, è tentata di fare finta di niente, poi ci ripensa e si ferma di botto, rischiando di essere investita dal ragazzo che le sta sopraggiungendo dietro.
“Che c’è?!” Sbotta. Harry in quel momento è sicuro di vederle uscire del fumo dalle narici.
“Ehm… niente… ecco…” E ora che scusa si inventa? È ovvio che è lì per essere la sua ombra, come è ovvio che in quei giorni Hermione è un drago mestruato che cova le uova e non sopporta di essere seguita nemmeno dalla propria ombra, figuriamoci un bodyguard!
A salvarlo in estremis, loro malgrado, sono proprio Draco e Blaise: “Che c’è Sfregiato, Grattastinchi ti ha mangiato la lingua?” Lo prende in giro il biondo, spostando su di sé l’ira della sorella: “Tu! Come osi parlare male del mio gatto. Lui non farebbe del male a una mosca!”
“Però trova le Orecchie Oblunghe molto ghiotte”, la sfotte Harry, cercando di portare la discussione su un terreno meno scivoloso.
“Che. Diavolo. Volete. Voi. Tre. Da. Me?” Scandisce bene le parole. Ormai si trova ben al di sotto del livello 0 della propria pazienza.
“Ecco… ci servirebbero i tuoi appunti sull’ultima lezione di Astronomia”, le risponde il fratello, deglutendo a vuoto: sa bene quanto la sorella odi passare a terze persone i suoi appunti e quando è in quello stato, poi… Meglio non pensarci.
“I miei appunti dell’ultima lezione di Astronomia”, ripete lei, con fare fintamente pensoso, “E di grazia, perché non eravate a lezione?”
“C’erano gli allenamenti di Quidditch!” La informa il fratello, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Gli altri due ragazzi annuiscono con la testa: nulla per loro viene prima di quello sport.
“E tu quali appunti vorresti?” Si rivolge a Harry.
“Ehm… mi servirebbero quelli di Erbologia. Quelli che avevo preso io se li ha mangiati la piantina”, si giustifica lui.
“Fatteli dare da Neville: sono migliori dei miei”, sbotta, lasciandoli nel corridoio.
“Ehm… sbaglio o quella era una punta d’invidia?” Sussurra più a se stesso Harry, visto che la ragazza è ancora a portata d’orecchio. Come diavolo fa a perorare la causa dell’amico se quella banshee non lo fa avvicinare? Vero che è già stato dato l’annuncio del fidanzamento, ma al dito Hermione non porta alcun anello e lui è ancora convinto di poter far rimettere assieme quelli che sono stati i primi due suoi amici.
Come leggendolo nella mente, a metà corridoio, Hermione si ferma nuovamente e voltandosi, si rivolge ancora una volta all’amico d’infanzia: “E dì a quel deficiente del tuo migliore amico di pensare alla sua Lav-Lav e di lasciarmi in pace!”
“E questo cosa vorrebbe dire?” Curiosità condivisa anche da Draco.
È Blaise a rispondere: “Sì. Ora che mi ricordo, l’altro sabato a Hogsmead, prima di raggiungere la Skeeter per l’intervista, siamo stati bloccati da Weasel che ha aggredito in modo prepotente Hermione. Credevo ne avesse parlato almeno a te, Potter, ma evidentemente se ne è dimenticata, come me ne sono scordato io. È probabile, però, che si sia confidata con la tua fidanzata. In fondo sono fratello e sorella, no? So che quel pomeriggio aveva appuntamento con lei al negozio di Madama McClan”, lo informa nei minimi dettagli.
“Uhm… ok, ne parlerò con Ginny”, e si avvia verso il portone d’ingresso dove lo sta aspettando la fidanzata.
“Bene, e Potter è fuori dai piedi. Draco, non hai appuntamento con Astoria, tu?” Gli chiede Blaise: un’intera giornata con Hermione senza dividerla con nessuno, non chiede di meglio.
Solo che Draco non coglie l’antifona: “No, te l’ho detto mi servono quei dannati appunti”
“No problem, amico! Se fai il bravo bambino e porti Astoria a Hogsmead, papà Blaise stasera ti aiuta con i compiti”, cerca di convincere l’amico a levare le tende.
“Stasera c’è la festa dai Tassi”, continua imperterrito Draco.
“E va bene, andiamo, prima che tua sorella decida di dare fuoco agli appunti solo per farti un dispetto”, esala, precedendolo.
Draco ghigna alle spalle dell’amico: “Non ti credevo così arrendevole, caro Blaise, ma Hermione è mia sorella ed è compito mio proteggerla, anche da se stessa”.
Essendo davanti al biondo, anche Blaise si concede un ghigno: “Mai fare i conti senza l’oste, caro il mio Draco”.
§ § § § § § § § § §
“Guarda che non è fissando i miei capelli che imparerai prima le nozioni”. Lo irride Hermione.
“Mi stavo chiedendo come stavi. Pima, in Sala Grande, sembravi una furia sul punto di esplodere”, indaga Draco.
“Hai letto quello schifo di articolo? Secondo te dovrei fare i salti di gioia? Certo, conoscendo che tipo è la Skeeter uno non si può certo aspettare articoli da premio Pulitzer…”, sbotta Hermione.
“Puli… che?” Chiede uno stranito Draco.
“Niente, lascia stare, cose babbane”, esala stancamente Hermione: in quel momento non ha proprio voglia di spiegare cosa sia il premio Pulitzer.
“Allora, Draco, stasera alla festa dei Tassi ci vai con Astoria? Sicuro che Daphne te lo permetta?” Interviene Blaise, che muore dalla volgia di vendicarsi.
Draco gli riserva un’occhiata tutt’altro che amichevole.
“Quale festa?” Gli occhi di Hermione ridotti pericolosamente a due fessure.
“Stamattina ho sentito dei primini in Sala comune che parlavano di una certa festa che dovrebbe tenersi stasera dai Tassi, ma come dicevo prima a Blaise, stasera avrei da fare certe ricerche”, cerca di dargliela a bere.
“E tu ti aspetti che io ci creda: il libertino Draco Malfoy ha messo la testa a posto e a una insulsa festa preferisce delle eccitanti ricerche?”
Ecco. Appunto.
“Perché, tu non sei curiosa di scoprire qual è la misteriosa malattia che uccide questi bambini e perché per quest’ultima vittima l’omicida non ha rispettato i soliti canoni?”
“Io sì, ma la mia curiosità è leggenda tra queste mura, così come la scarsa attrazione che provo per feste e festini vari, mentre è leggenda la tua propensione a feste e festini vari, Draco caro”.
Merda. Ora è nei guai. Guai seri. Con quelle premesse, sua sorella non gli passerà mai gli appunti. Un’occhiataccia rivolta alla Serpe mora gli fa capire il piano congegnato da Blaise.
“E va bene, lo ammetto, mi sarebbe piaciuto andare a quella festa con Astoria senza quella palla al piede di sua sorella”, ammette alla fine, sconfitto.
“Draco Malfoy che fa un’ammissione di colpa? Wow, questa sì che è una notizia da prima pagina!” Lo prende in giro sua sorella, scoppiando a ridere e trascindosi dietro anche Blaise. Reazione, questa, non condivisa da Draco: “Ma bene, ma bravi, divertitevi pure alle mie spalle!” Sbotta infatti, mettendo su il broncio.
“Hai ragione, non è bello divertirsi alle spalle di qualcuno, ma noi non siamo alle tue spalle”, continua a prenderlo in giro sua sorella, continuando a ridere, finché una contrariata Madama Pince fa segno ai tre studenti di tacere.
A quel gesto, Hermione arrossisce di vergogna.
“Bene, bene, bene… La mia cara e irreprensibile sorellina a quanto pare è stata appena ripresa. Eh, sì, direi proprio che adesso tocca a me divertirmi”, ghigna Draco, “Ma siccome sono una persona educata, IO, non lo farò”.
“Oh, ma quanta benevolenza, milord”, lo prende in giro lei, parlando sottovoce, “così mi lusingate”. Poi, tornando seria: “Allora, li vuoi o no questi appunti?”
“Certo che li voglio! Ho rinunciato sia ad andare a Hogsmead con Astoria che andare a spiare l’allenamento dei Corvi”, dice con tono ovvio Draco.
“Bene, allora facciamo così: adesso voi due mi aiutate a capire qualcosa su questi omicidi e stasera studieremo insieme Astronomia”, propone Hermione.
“Ma non sarebbe meglio se Astronomia la studiassimo adesso, così stasera tu potrai dare ripetizioni di Erbologia a Potty Potty?” Rilancia Draco, mentre Blaise si sta gustando divertito la diatriba tra i due fratelli.
“E tu saresti libero di andare alla festa con Astoria, giusto? Scordatelo. Queste feste sono illegali, e tu lo sai: o forse la fame di secondo Caposcuola più palloso di Hogwarts dopo di me è solo tutta una montatura? Comunque la mia proposta resta quella: prendere o lasciare, ma quando avrai i risultati della verifica, non venire poi a piangere da me”.
“Io non sono mai venuto a piangere da te!” le ricorda, indignato, per poi arrendersi davanti alla cocciutaggine di sua sorella: “Uff, va bene, hai vinto, ma quando Astoria pretenderà la mia testa su un vassoio d’argento, non osare piangere al mio funerale!” Sbotta.
“Tranquillo, non succederà. Che io pianga al tuo funerale, s’intende”, non riesce proprio a non prenderlo in giro quando fa così il melodrammatico.
“Allora, ci mettiamo all’opera?”
“Tanto per cominciare, abbiamo un piccolo problema: non sappiamo di quale malattia si tratta: sappiamo solo che è simile al vaiolo di drago, ma senza foto possiamo solo tirare a indovinare”. Blaise, pratico come sempre.
“Senza dimenticare che sarebbe compito del caro Potterino, il quale, invece di lavorare, è andato a divertirsi a Hogsmead con la Piattola”, interviene acido Draco. Avrà anche accettato la proposta di sua sorella, ma digerirla è tutt’altra faccenda.
“Primo”, si indigna lei, rivolta al biondo, “Smettila di usare nomi dispregiativi quando ti riferisci ai miei amici: hanno dei nomi di battesimo, usa quelli. Secondo: noi non stiamo facendo il lavoro di nessuno, semplicemente cerchiamo di…”
A salvarla dall’impasse interviene, suo malgrado, una furente Lavanda Brown che entra in biblioteca urlando contro la riccia e indisponendo ulteriormente Madama Pince, la quale non ci pensa un attimo a sbattere fuori dal locale i quattro ragazzi.
“Si può sapere che avevi da starnazzare in quel modo, Brown?” La riprende il biondo, anche se con quel cambio di programma forse avrà salva la serata.
“TU”, continua a urlare contro Hermione, “È tutta colpa tua!”
“Si può sapere di cosa stai parlando?” Chiede Hermione, curiosa, confusa e furente allo stesso tempo.
“Come se non lo sapessi”, continua l’altra.
“Vediamo di parlarci chiaro, Lavanda: o me lo dici qui, ora, o sparisci e mi lasci in pace, perché ti assicuro che non so di cosa stai parlando”.
“Bene, visto che ti piace fare tanto la finta tonta, ti accontento. Chissà se il tuo fidanzato gradirà?”
“Dacci un taglio, Brown. Se vuoi parlare, parla, altrimenti, ti consiglio di accettare l’invito della mia fidanzata e alzare i tacchi”, interviene spazientito Blaise. Come se non immaginasse di cosa vuole parlare la mora: la settimana scorsa probabilmente ha visto la piazzata del rosso e sono giorni che non riceve posta, l’ha notato perfino lui dal tavolo serpeverde.
“Bene. Eccovi accontentati, tutti quanti. Dovete sapere, miei cari”, si rivolge soprattutto a Draco e a Blaise, “Che la qui presente santa Hermione martire se la fa con il MIO fidanzato!”
Hermione trae un profondo respiro, alzando gli occhi al cielo: “E quando di grazia me lo sarei fatto?”
“Ma chi credi di prendere in giro, eh?! Ti hanno visto tutti l’altro sabato a Hogsmead, mentre lui ti teneva la mano! E a me, a me, che sono la sua fidanzata, neanche una lettera!”, Scoppia quasi a piangere.
Blaise interviene nuovamente: “E questi tutti che hanno visto Weasley tenere la mano di Hermione, hanno anche visto in che modo gliel’ha presa? No, perché, ti assicuro Brown, che io ero presente a quell’incontro e se c’è qualcuno che ci ha provato, beh, mi dispiace dirtelo, ma quello è stato proprio il tuo Ron”, sbotta.
“Visto? Visto che ho ragione? Lei è una spudorata. Ci prova perfino sotto i tuoi occhi”.
“Brown, seriamente: hai sentito quello che ti ho detto? È stato Ron a provarci, ma Hermione l’ha mandato via”. Certo che quella ragazza è proprio un’oca, la fidanzata perfetta per la Donnola.
Intanto, Draco sta assimilando quante più informazioni possibili: Weasel sabato scorso era a Hogsmead, si è fatto vedere da un po’ di persone, mentre ci provava con la sorella, ma evidentemente non da Potter e da Oca Brown (e nemmeno dalla Piattola, a quanto pare), inoltre la ragazza non riceve sue notizie da quanto tempo? Avrebbe dovuto prestare più attenzione alla posta ricevuta dai Grifoni…
“Voi, sempre pronti a difenderla. Ma che ha di tanto speciale?” Lavanda proprio non si rassegna all’evidenza.
“Qui nessuno sta difendendo nessuno. Ti pare che io, ultimo erede della nobile famiglia degli Zabini, possa difendere una fedifraga?” Taglia corto Blaise, ma Lavanda proprio non vuole sentire ragioni: “Tecnicamente non è ancora tua fidanzata, quindi…”
“C’è un contratto magico vincolante che li lega già, però”, interviene duro Draco. Non la sopporta più: quell’oca gli sta facendo venire un’emicrania indicibile.
“Come se quei contratti impedissero la cornificazione”. E se ne va, soddisfatta.
“Corn… Cornific… ma da quando Lavanda è diventata così volgare?” Si chiede un’esterrefatta Hermione.
“Cornificazione, sorellina. Ha detto proprio così: cor-ni-fi-ca-zio-ne”. Draco sillaba bene l’ultima parola: si diverte sempre un mondo quando sua sorella si imbarazza per certe parole.
“So perfettamente cosa ha detto e cosa vuol dire quella parola!” Sbotta lei. Non sarà una Caterina di Russia, ma non è proprio un’ignorante in materia! Quindi, continua, rivolta alla Serpe mora: “E tu sappi una cosa: matrimonio inscindibile o no, prova a cornificarmi anche solo col pensiero, anche solo una misera frazione di millesimo di secondo, e ti assicuro, dovrai dire addio ai tuoi goielli di famiglia. Tutti!” Puntandogli la bacchetta sotto la cintura, per fargli recepire meglio il messaggio.
Draco non ce la fa: quella situazione è troppo divertente. “Devi sapere, sorellina, che nel nostro mondo, è prassi comune per i mariti cornificare allegramente le propie mogli, dopotutto si tratta solo di matrimoni combinati”.
“Oh, certo, come immagino lo sia anche per le mogli. Vorrà dire che mi informerò meglio su questa pratica. Se volete scusarmi, vado in Guferia a scrivere a nostra madre. Chissà se saprà darmi qualche consiglio in merito?”
A quell’uscita, Blaise sbianca: sa che la Grifoncina quando si mette in testa qualcosa la porta a termine, e in più è una Malfoy, quindi, molto probabilmente anche vendicativa, anche se fino ad ora non lo ha mai dato a vedere.
Anche Draco sbianca: “Non… vorrai…mica… no… forse…”
“Cosa c’è, Draco? Forse un furetto ti ha mangiato la lingua?” Lo prende in giro lei.
Ci manca solo che scriva alla madre di quest’ultima sua uscita!
“No… è che… vedi, i nostri genitori si sono sposati per amore e non si sono mai traditi l’un l’altro”, cerca di arginare il pericolo, Draco.
“E poi non puoi dare peso alle parole di Lav-Lav: è solo infastidita che Ron la stia ignorando. Il fatto che lui la tradisca con chissà chi non significa che io debba tradirti per forza. È vero, almeno all’inizio il nostro non sarà un matrimonio d’amore, ma come ti ho già detto, se vorrai darmi una possibilità, non te ne pentirai, te lo assicuro. Ti prometto che rispetto, fiducia, ma, soprattutto, sincerità saranno la base del nostro matrimonio. In fondo, che cos’è un nome? Ciò che noi chiamiamo rosa, anche con un altro nome avrebbe lo stesso profumo”. Intanto le si inginocchia davanti, prendendole una mano: “Hermione Narcissa Malfoy, sto mettendo il mio cuore nelle tue mani: vuoi accettarlo?”
Lei è commossa fin quasi alle lacrime. “Sì”, mormora soltanto. Non sarà una dichiarazione d’amore, ma, in fondo, che ne sa lei? Nessuno le ha mai parlato così, nemmeno il suo amato Ron…
Ron… Una testa rossa, un volto pieno di lentiggini, un paio di occhi azzurri come il cielo sgombro di nuvole le si affaccia nella mente, ma è un attimo, la durata di un battito di ciglia.
Ron è il suo passato.
Blaise è il suo futuro. E peccato che non sia stato lei a sceglierlo.

Non sente suo fratello borbottare qualcosa riguardo una certa overdose di zuccheri…
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...