I CINQUE SENSI ~ Capitolo 16


LA SOFFERENZA ARRIVA
NON PER RENDERCI TRISTI,
MA MISURATI,
NON PER RENDERCI AMAREGGIATI,
MA SAGGI.
(Herbert George Wells)
“Perdona il ritardo, ma dopo la soffiata di Malfoy, al Ministero hanno intensificato i controlli”, gracchia una voce alle spalle della poltrona di chinz sul quale è seduto composto un uomo, un calice di vino elfico in mano.
“Di quale soffiata stai parlando?”
“L’altro giorno, Malfoy è stato visto parlare col Ministro: ultimamente le sue visite si sono fatte più frequenti, e temendo che i controlli non c’entrassero nulla ho appositamente e personalmente istruito una persona, affinché mi portasse notizie sempre fresche. Secondo questa mia fonte”, si affretta ad aggiungere, ben conscio della scarsa pazienza del suo collega, “Lucius Malfoy ha spifferato al Ministro la storia del quadro”, termina in un sussurro. Il detto babbano “Ambasciator non porta pena” non vale per i Mangiamorte, sicuramente non per quello.
“Quindi l’uccellino ha cantato. Lucius, Lucius, vecchio mio, mi deludi. Ti credevo più… come dire… resistente”, dice più a se stesso che all’amico.
“Veramente un grande peccato, che sia crollato così in fretta, non credi, amico mio?” Si rivolge ancora all’uomo alle spalle della poltrona, senza distogliere la sua attenzione dal caminetto.
“Sì, veramente un grande peccato, soprattutto in considerazione del rituale: le ultime due vittime – la coppia – devono avere un’adeguata differenza di età rispetto alle prime vittime”, sentenzia l’altro Mangiamorte.
“Oh, ma questo non è un problema, in fondo perché privarlo di tutto il divertimento?” Sibila il primo Mangiamorte.
“Che cos’hai in mente, di preciso?” Gli chiede l’altro, un ghigno in faccia.
“Lo vedrai, lo vedrai, non ti preoccupare. Intanto, dimmi, per la buona riuscita del rituale, non è essenziale il tipo di legame che lega la coppia, purché sia forte, giusto?”
“Indistruttibile, milord”.
“Come quello tra fratello e sorella?” Ghigna.
“Non starai mica pensando di… Rod, lo sai vero che lei è la cocca del nuovo Ministro?”
“Come so che tuo figlio è stato messo da parte. Non vuoi vendicarti, amico mio, di questo smacco? Sono sicuro che il caro fratellino c’entra qualcosa”, gira il coltello nella piaga.
“Sì, ma penso che rapire quei due adesso sia un po’ troppo presto. Perché non rapiamo quel Potter e quella Traditrice del suo Sangue della fidanzata?”
“Perché lui è il Salvatore del Mondo Magico e rapirlo ora vorrebbe dire avere davvero tutti gli Auror alle nostre calcagna. Senza dimenticare che lui è solo un Mezzosangue, mentre invece i Malfoy, ora lo sono a tutti gli effetti”, Rodolphus spiega il suo piano.
“Continuo a essere dell’idea che forse assieme alla Malfoy, potresti rapire il suo caro fidanzatino, quel Zabini. Anche quella famiglia sono da considerarsi Traditori del loro Sangue”.
“Se non fosse che il loro legame non è ancora da considerarsi indistruttibile”.
“Se fossi in te, non sarei tanto sicuro di questo… Mio figlio mi ha detto che è da un po’ di tempo che Zabini letteralmente sbava dietro alla Malfoy”.
“Mmh, davvero?”
“Mio figlio non mi ha mai mentito”.
“E sia. E allora brindiamo al mio piano e alla sorpresa, amico mio”.
Due calici colmi di vino elfico si scontrano lievemente fra loro, nella stanza illuminata solo dal fuoco del camino.
§ § § § § § § § § §
Non sa se essere preoccupato o sollevato. È una settimana che non riceve posta da Ron. Che si sia finalmente messo l’anima in pace?
“Harry, scusa…”. Una timida Lavanda gli si avvicina in Sala comune, mentre sta aspettando Ginny e Hermione per andare assieme in Sala Grande.
Spera solo che l’amico non ne stia progettando qualcuna delle sue, o sarà lui a farci le spese. La settimana prima, qualcuno si è lamentato del fatto che lui, Harry Potter – il Salvatore del Mondo magico – non stava assolvendo appieno il suo dovere (e lui ha una vaga idea di chi possa essere stato) e se Ron combina qualcosa a Hermione, sia Kings che Harvey vorranno la sua testa su un piatto d’argento. E solo per compiacere quel Mangiamorte finto pentito di Malfoy. Ma che pericolo può correre Hermione? Vero che hanno barbaramente ucciso i signori Granger, ma se avessero voluto, l’avrebbero già uccisa, no? Di occasioni ne hanno avute tante prima dell’inizio della scuola…
“HARRY!” Questa volta, Lavanda urla, facendo girare verso di loro le teste di quegli studenti che ancora bighellonano nella sala.
“Scusa, Lavanda, ma stavo pensando che sono un po’ di giorni che non ricevo notizie da Ron…”, mente spudoratamente.
“Quindi anche tu…”, farfuglia, sbiancando.
“Ma cosa mi stavi dicendo?” Perché è ovvio che gli stava dicendo qualcosa, altrimenti perché avrebbe dovuto urlargli contro?
“Mi chiedevo se tu avevi appunto ricevuto sue notizie, visto che doveva scrivermi a metà di questa settimana, ma a tutt’oggi non ho ancora ricevuto una sua lettera…”
“Tranquilla, Lav, forse è stato più impegnato del solito al negozio. Sai, George, lo schiavizza leggermente”, cerca di tranquillizzarla, anche se lui stesso comincia seriamente a preoccuparsi. “Comunque, la settimana non è ancora finita. Al massimo, se neanche domani ricevi una sua missiva, puoi sempre mandargli una Strillettera, che ti pare?” Cerca di farle credere che si sia trattata di una dimenticanza del suo fidanzato – in fondo Ron ha sempre avuto la sensibilità di un cucchiaino -, sperando vivamente che non abbia deciso di lasciare improvvisamente Lav-Lav optando per la via del silenzio.
§ § § § § § § § § §
“Hermione!”
Una voce a lei conosciuta la fa girare di scatto.
“Ron?!” È sorpresa. Non si aspettava di trovarlo lì a Hogsmead, ma, soprattutto, è sorpresa che le rivolga ancora la parola.
“Weasel, che ci fai da queste parti?” Interviene, freddo, il moro al suo fianco.
“Devo parlare con…” la mia ragazza, vorrebbe dire, ma sa che, se usa quelle tre parole, nessuno lo risparmierà da fatture molto dolore, così, si limita a terminare la frase col nome della ragazza.
“Temo che sia troppo tardi, sai? Hermione”, rivolto poi alla riccia, “davvero, rischiamo di fare tardi all’intervista”, cerca di evitare di lasciarli soli.
“Non sto parlando con te, lurida Serpe. Hermione, vieni, ti devo dire una cosa molto imortante”.
“Hermione…”, la prega, invece, il Serpeverde.
È combattuta: lei si è sempre vista sposata con Ron, ma ora stenta a riconoscere in quel giovane uomo prepotente il ragazzo di cui si è innamorata.
Guarda alternativamente Blaise e Ron: se chiude adesso gli occhi, lei il suo futuro lo vede ancora con Ron, eppure… Blaise non le ha mai voltato le spalle, lui c’era quando lei aveva bisogno di una spalla.
Ron, invece…
Non ama Blaise, di questo ne è sicura, ma è altrettanto di sicura di amare veramente Ron, o il suo è solo uno stupido puntiglio?
Se ora lascia la mano di Blaise per prendere quella di Ron, è sicura che poi, un giorno non avrà da pentirsene, andando a ingrossare le fila di tutte quelle mogli insoddisfatte?
Jane e Daniel le hanno insegnato che non si può smettere di vivere per paura di morire, ma le hanno anche insegnato il valore del perdono: il perdono va guadagnato, non lo si può donare come se si trattasse di caramelle.
“Mi dispiace, Ron, ma Blaise ha ragione: è tardi, troppo”.
Il cuore di Blaise fa le triple capriole: per un attimo, ha temuto che Hermione lo perdonasse e andasse con lui. Invece, l’ha sorpreso, ha deciso di dargli una possibilità! Non lo ama, lo sa, glielo ha detto, ma lui ora ha la possibilità di dimostrarle tutto il suo amore e fare in modo che anche lei impari ad amarlo.
“Grazie per avermi dato una possibilità”, le sussurra il moro, mentre l’accompagna ai Tre Manici di Scopa, dove sono attesi dai reporter del Profeta, “Ti prometto che non te ne pentirai”, e le scocca un bacio sulla tempia.
Alle loro spalle, un ragazzo dalla testa rossa si incammina verso un vicolo deserto, dove si smaterializza.
§ § § § § § § § § §
“Sempre più orgoglioso di essere stato scelto dal Signore Oscuro”. Alfred Pucey fa il suo ingresso nel salone di un castello della Cornovaglia.
“Hai scoperto qualcosa?” Gli chiede Lestrange.
“Sì, è ancora innamorata del Rosso, ma il suo orgoglio le impedisce di tornare indietro”, spiega l’altro.
“Non si è accorta che le hai letto la mente?” Si insoppettisce il padrone di casa.
“Assolutamente no. Avere servito l’Oscuro per tanti anni, ha i suoi vantaggi anche in questi tempi”, e si lascia andare a una risata, mentre si avvicina al carrello dei liquori.
“Quindi accetta di sposare quell’altro Traditore del Suo Sangue di Zabini, giusto?”
“Così pare. Il ragazzo si è lasciato scappare qualcosa riguardo una certa intervista. Sono sicuro che sulla Gazzetta del Profeta di domani comparirà l’annuncio del fidanzamento. Certo che Lucius è stato bravo ad affrettare i tempi…”
“Bene, torna pure alla tua villa e provvedi a farmi avere quel numero di giornale: abbiamo poco tempo per muoverci e dobbiamo pianificare tutto alla perfezione”.
“Quindi, se posso chiedere, chi hai intenzione di rapire, oltre alla giovane Malfoy?” Chiede ancora Pucey sr.
“Secondo te?” È l’enigmatica risposta di Rodolphus. “Ah, l’orgoglio, che brutta bestia”.
§ § § § § § § § § §
Allora, signorina Malfoy, come ci si sente a essere una Purosangue?
Rita Skeeter è avvinghiata nel suo solito tailleur verde acido, mentre si accarezza il volto con la piuma.
Il mio gruppo sanguigno è sempre B-, ironizza la ragazza, facendo scappare una risatina al moro, mascherata da un colpo di tosse.
Questo suo senso dell’umorismo l’ha imparato stando a stretto contatto con i Babbani? Chiede la giornalista, indispettita.
Prego? Le sopracciglia inarcate a dimostrazione della sua contrarietà per il tono con cui la Skeeter ha sottolineato la parola ‘Babbani’. Credevo fossimo qui per un altro motivo, quindi: o viene subito al punto, o noi avremo commissioni urgenti da sbrigare. Se non le spiace… e fa il gesto di alzarsi dalla sedia, seguita da un divertito Blaise: nei suoi diciotto anni, ha sempre considerato negativamente quel lato mondano di sua madre, ma quest’intervista si sta rivelando tutt’altro che noiosa, anzi…
Oh, certo, immagino che dovrete acquistare molte cose, tra abiti, accessori e gioielli, per la festa di fidanzamento”, provoca ancora la Skeeter. “A proposito, come sarà il suo vestito?”
Sarà una sorpresa, risponde, seria e col tono meno pungente possibile, Hermione.
E l’anello di fidanzamento, sarà quello della famiglia Zabini? In fondo, ora sua madre è la signora Clearwood, quindi, signor Zabini, lei è libero di donare l’anello di famiglia alla sua fidanzata”. Si rivolge al moro, che preso alla sprovvista, per poco non si strozza con la Burrobirra.
Sarà una sorpresa, è la sua enigmatica risposta, poi si china su Hermione per schioccarle un bacio a stampo sulle labbra, mandando in visibilio la giornalista.
Oh, ma che carini che siete. Pensate anche con un cervello solo… Bene, quindi sarà un fidanzamento all’insegna della sorpresa, ma non potete darci una piccola anticipazione?” Ammicca, facendo l’occhiolino alla Serpe.
I due ragazzi si scambiano un’occhiata, incerti su che cosa vuole sentirsi dire quella giornalista da strapazzo.
A parlare, è Blaise: Il fidanzamento si terrà a Malfoy Manor sabato 7 novembre. Ora, se ci vuole scusare…”. E questa volta volta è lui a fare per primo il gesto di alzarsi, ma la Skeeter sembra conoscere molto bene i suoi polli: “Un’ultima domanda, per favore. Signorina Malfoy, non vuole spiegare ai nostri lettori come ci si sente a essere una Purosangue dopo essersi creduta una Natababbana per diciannove anni? E come si è sentita dopo la morte dei… com’è che si chiamavano? Ah, sì, dei signori Granger? Ritiene di poter essere anche lei un probabile obiettivo di quel folle? E cosa pensa della possibilità che anche le donne possano dare il loro cognome ai figli?” La tempesta di domande.
L’intervista è finita!, la difende Blaise, ma Hermione è oramai fuori dalle grazie di Godric Grifondoro: Sa cosa ci diceva sempre il preside Silente? Sono le nostre azioni a stabilire chi siamo, non il nostro nome. In quanto alle altre sue domande, credo che il mio sia solo fiato sprecato, visto che è sua abitudine inventarsi le risposte. E, ora, se non le dispiace, io e il mio fidanzato abbiamo di meglio da fare. Buona giornata!
“Cavoli, Hermione! Ricordami di non irritarti mai. Però mi sono divertito come un matto. È stato troppo bello vedere la faccia della Skeeter quando le hai detto il tuo gruppo sanguigno!” Blaise continua a parlare a raffica, mentre la ragazza, più che camminare, marcia.
“TU”, la ragazza si ferma di botto, puntando il suo dito indice contro il petto del moro: “Non osare mai più!” Gli intima.
“Cosa?” Chiede lui, ignaro di quale delle sue domande abbia scatenato la belva.
“Hai detto che ti sei divertito. Lei… lei… ha parlato di Jane e Daniel e di quel bambino come se fossero stati solo incidenti di percorso. Beh, sai cosa ti dico? Jane e Daniel sono stati importanti per me: sono loro che considero alla stregua di veri genitori, non quei cavalli dei Malfoy, e riguardo a quel bambino… non lo conoscevo, è vero, ma ti pare che sia lecito usare una morte per parlare di cose futili come il tramandare un cognome?” Sbotta lei, tutto d’un fiato.
“Ehm… cavalli?” Chiede lui, perplesso.
Hermione lo guarda a metà tra l’irato e il compatimento: di tutto quello che ha blaterato, lui ha capito solo – o meglio, non capito – la parola ‘cavalli’accostata al cognome dei suoi familiari?
“Sì, cavalli. I Malfoy si vantano tanto di essere dei Purosangue, beh, devi sapere, caro il mio fidanzato, che nel mondo dove sono cresciuta, i Purosangue sono soprattutto i cavalli!” Sbotta, con tono saccente.
“Ehm… ma tu lo sai che anche tu sei una Malfoy e anch’io sono un Purosangue: hai osato darmi del… cavallo?” Le chiede, in modo teatralmente offeso.
“Oh, beh, ma i cavalli sono bestie eleganti, sensibili”, lo prende in giro lei, ritrovando il sorriso.
“Quindi io sarei elegante e sensibile”, le ammicca il moro.
“Mmmh”, finge di esaminarlo dalla testa ai piedi, con una mano sotto il mento e la testa piegata di lato, “Così, su due piedi, non saprei…”
È intrigante, in quella posizione. Gli viene voglia di annullare la distanza tra loro, abbracciarla e baciarla, fino allo sfinimento, ma sa che se vuole conquistarla, non deve correre, così cerca di dstrarsi guardando per terra e agitando la propria bacchetta contro dei sassi.
“Cosa stai facendo adesso?” Gli chiede lei, incuriosita, per poi accorgersi che il ragazzo tiene in mano uno di quei sassi trasfigurato in un mucchietto di neve.
“Secondo te?” Un sorrisetto beffardo a incorniciargli il viso.
“Oh, nonononono. Non oserai mica…”, ridendo come una bambina.
“Scappa Hermione, scappa”.
La ragazza non se lo fa ripetere due volte e cerca di coprire la distanza che la separa dal più vicino negozio il più in fretta possibile.
È quasi giunta sulla soglia di quel negozio – per ironia della sorte la succursale di Madama McClan – che viene raggiunta dal moro, che non perde l’occasione di abbracciarla da dietro.
“Guarda guarda… dove sei finita? Se fai la brava, papà Blaise ti compra un bel vestitino per la tua festa”.
“Oh, ma papà Blaise non si deve preoccupare, perché io sono una brava bimba e i vestiti so comprarmeli anche da sola, quindi sciò!” Cerca di allontanarlo.
“Non vuoi che ti dia una mano a scegliere il vestito?” Le chiede ancora.
“NO! L’uomo non deve vedere il vestito della compagna prima della cerimonia”, lo riprende lei.
“Ma quello riguarda il matrimonio, mica il fidanzamento”.
“Blaise…”, quasi lo supplica.
“Ma… anch’io dovrei comprarmi un abito della cerimonia, a meno che tu non smani per vedermi già nudo, però ti avverto, ci saranno tante altre belle donzelle che mi vedranno nudo”, continua a provocarla.
“Sono sicura che nel tuo armadio avrai almeno un centinaio di abiti adatti. E poi… è una sorpresa!” Cerca di convincerlo ancora. A dire il vero quella schermaglia le sta piacendo un mondo, visto che più stanno fuori a punzecchiarsi, più allontana il momento in cui dovrà entrare in quel girone dell’inferno. Se almeno dopo avrebbe potuto rifarsi in un museo o in una galleria d’arte…
“E va bene, però sappi che sei una donna crudele”, le soffia a pochi centimentri dal viso, stampandole un bacio mordi e fuggi sulle labbra.
Rimasta sola, Hermione tira un profondo respiro e si accinge a entrare in quella bolgia dove la stanno aspettando Ginny con Luna e Lavanda e le sorelle Greengrass con Pansy: chissà chi avrà già schiantato chi?

Con l’animo leggero, Blaise si dirige verso la Gioielleria dei Folletti, dove lo stanno aspettando Draco, Theo e Potter: chissà chi avrà già schiantato chi? Ma la cosa lo tocca solo leggermente: Quel pomeriggio, lui e Hermione hanno compiuto dei passi avanti, e solo questo per lui è importante.

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