I Cinque Sensi – Capitolo 4



Euripide ha detto:

Quando un uomo buono viene ferito,
chiunque si dica buono deve soffrire con lui”
(Episodio 1*05 Criminal Minds, “Doppia immagine”)
Mi sono sempre definita una ragazza affascinante, il cui fascino non era dato da una bellezza esteriore, bensì dalla propria particolarità. Non sono nata come tutti gli altri bambini. Io sono nata dormendo! E quando l’ostetrica mi schiaffeggiò leggermente il viso per svegliarmi e indurmi così a respirare autonomamente, si trovò di fronte un paio di occhi che non erano di un azzurro slavato tipico di tutti i neonati: i miei occhi avevano già un colore definitivo, uno era di un azzurro cielo, mentre l’altro era di un caldo color nocciola. Ma ora, il mondo non potrà più beneficiare di questa particolarità. Non posso muovermi. Il mio corpo è stato immobilizzato, ma il dolore che sto provando in questo momento è forse più forte delle Cruciatus ricevute negli ultimi quindici giorni. Ogni volta che sentivo rasentare la follia, il mio aguzzino smetteva, mi obbligava a bere una pozione antidolorifica e dopo qualche ora ricominciava. È andato avanti con questa tortura per quindici lunghi giorni. Poi, mi ha impastoiato e fatto levitare fino a distendermi su una panca di legno. Qui, ha cominciato a… legarmi le palpebre con del fil di ferro. Sento l’ago che penetra nella mia pelle, avverto il sangue scorrermi sulle guance e poi un qualcosa di freddo viene poggiato su di esse. Alla fine, alle mie orecchie giunge il suono di due semplici parole: “Avada Kedavra” e il mio cuore cessa di battere.
§ § § § § § § § § §
Il ministro Shaklebot è nel suo ufficio. Davanti a lui, sulla scrivania, Harvey, il Capo Auror gli ha appena posato il fascicolo sulla nuova vittima trovata sulla spiaggia di Blyth. È la seconda ragazza che trovano uccisa con le palpebre cucite col fil di ferro; gli organi interni sembrano aver subito la maledizione Cruciatus, anche se la causa della morte è senz’altro l’Avada kedavra.
“Anche questa volta le autorità e i testimoni del luogo sono stati obliviati. I nostri medimaghi stanno esaminando il cadavere, ma non c’è dubbio che sia stata sottoposta ripetutamente alla maledizione Cruciatus, anche se pare che la causa della morte dia l’anatema che uccide. Resta solo da vedere se è stata portata alla pazzia o se era lucida quando le hanno cucito gli occhi. Morgana! Chi può essere così sadico da fare questo a una ragazzina? Aveva solo diciotto anni, esattamente come l’altra, solo che mentre la prima era alta e magra, con i capelli bruni e gli occhi verdi, questa era bassa con i capelli biondi e gli occhi marroni. Quello che mi lascia interdetto, però, sono questi segni semicircolari che appaiono sulle guance di entrambe le ragazze, appena sotto gli occhi”.
“Che abbiano prelevato loro le ultime lacrime per appropriarsi di determinati ricordi?”
“Non lo so, King, non lo so proprio…”
I due uomini sono costernati: non si sono mai trovati di fronte a simili omicidi, neanche quando c’era Voldemort.
“Sarebbe ottimo poter usufruire ancora una volta dei servizi del Trio, che ne dice Ministro? Saranno anche dei ragazzini, però hanno sconfitto il più potente Mago oscuro del nostro tempo e poi potremmo usare la ragazza come esca, se non sbaglio ha suppergiù la stessa età delle vittime”, azzarda il Capo Auror.
“Ma sei matto?” Inveisce, invece, il Ministro. “Quei tre ragazzi non hanno avuto la possibilità di godersi una normale adolescenza come tutti i loro coetanei e adesso che siamo in pace non ho alcuna intenzione di ributtarli in questo schifo. No, lasciali stare. Oltretutto, la ragazza è figlia di Lucius Malfoy: anche se la sua famiglia è caduta in disgrazia è ancora potente, ha ancora degli amici al Wizengamot, senza dimenticare che è da maggio su tutti i nostri giornali perché UNO, è un’eroina, la mente del Trio e DUE è stata rapita alla nascita e solo recentemente si è scoperto che è la primogenita dei Malfoy. Alla luce di tutto ciò, ti pare possibile che il nostro assassino cada nella trappola se usiamo lei come esca? No, per la seconda volta, scordatelo. Ah, dimenticavo. Il Salvatore del Mondo magico non tornerà a Hogwarts per terminare gli studi, ma ha accettato di entrare direttamente all’accademia Auror, quindi te lo dico per la terza volta – e leggi bene il labiale – lascialo fuori da questa storia. Hai ai tuoi ordini Auror con decenni di esperienza: usa loro. Non intendo tornare oltre su questo punto. E ora rimettiamoci al lavoro. Fammi avere al più presto gli esami autoptici finali”. Così dicendo, apre la cartellina che Harvey gli aveva portato poco prima, facendogli così capire che il colloquio è terminato.
Si passa stancamente una mano sugli occhi: nessun segno che non siano i lasciti della Cruciatus fa pensare che sia stato un mago a commettere quegli omicidi, avvenuti entrambi tre giorni prima del plenilunio. Un vampiro è da scartare perché nessuna delle due vittime è morta dissanguata; un licantropo nemmeno perché la luna non era ancora completamente piena. Ma allora chi? Un Mangiamorte scappato, forse? Tra di loro c’è anche Rodolphus Lestrange, eppure il Morsmordre non è apparso da nessuna parte, nemmeno sopra il luogo del ritrovamento, nemmeno come disegno… Il luogo del ritrovamento, un altro mistero. Gli Auror non hanno ancora trovato nessuna prova che colleghi il luogo del ritrovamento a quello dell’omicidio: ergo, questo può essere avvenuto ovunque, tanto più che nessuna delle due ragazze era originaria del luogo dove è stato ritrovato il relativo cadavere.
Maledizione! Questa proprio non ci voleva. Il Mondo magico non ha ancora avuto l’opportunità di fasciarsi tutte le ferite dopo la guerra, che ecco comparire quest’altra oscura minaccia.
§ § § § § § § § § §
“Mamma, sei in casa?” La voce trillante di Ginny riecheggia nel piccolo salotto della Tana.
“Sì, tesoro, sono qui in cuc… oh Hermione, cara, che piacevole sorpresa!”
La riccia viene subito stritolata dall’abbraccio della matrona dei Weasley.
“Molly, sono contenta di rivederti. Come…” ha paura a farle quella domanda, “come state tu e Arthur, e George, e…”
“Siamo rimasti senza sangue e senza soldi, ma abbiamo altri figli di cui occuparci, anche se uno è sposato e l’altro è tornato in Romania. Per fortuna qui sono rimasti Percy, Ron e George. George… per lui è più dura. Fred è sempre stato una parte di lui e ora che è rimasto senza una metà, beh, puoi provare a immaginare. Certo, Ron ha deciso di non tornare a scuola per poterlo aiutare in negozio, ah!, me l’hanno rovinato, quei due scavezzacollo, per fortuna Ginny, invece, tornerà. E tu?” Le chiede, asciugandosi una lacrima che le era scappata.
“Anch’io tornerò a Hogwarts, voglio prendere i MAGO e poi sono ancora indecisa se iscrivermi a Legismagia o a Medimagia. Certo, se studiassi Legismagia potrei trovare un impiego al Ministero e far varare leggi a favore di tutte le creature magiche…” e su questo punto viene interrotta da Ginny: “Hai già provato a liberare gli elfi del Manor?” Chiede, curiosa.
“Sì, quando mi è stata regalata un’elfa personale. Merlino, Ginny, ti rendi conto? Regalare un essere vivente! Comunque ho provato a liberarla, ma lei si è disperata talmente tanto che alla fine ho desistito. In fondo, l’importante è trattarli bene”. Spiega la riccia.
“E così, tra le imperiose mura di Malfoy Manor muore il C.R.E.P.A.” la canzona Ginny, trascinando nella sua risata anche l’amica e la madre, “Comunque, non ci hai raccontato nulla della tua nuova vita di nobile purosangue”.
“Oh, ti prego. Allora, ti ricordi, quando al Ministero sono stata scortata via dagli Auror? Bene, mi hanno smaterializzato direttamente al Manor assieme a Narcissa e Draco. Infatti tutti i miei effetti personali avete dovuto mandarmeli voi”. Comincia a raccontare Hermione.
“Sì, mi ricordo, tua madre ha mandato un’elfa a prelevarli”, interviene Molly.
“Sì, Petra, l’elfa che mi è stata donata. Quindi, allora, il Manor è esattamente come me lo ricordavo: imponente e tetro. Neanche la dipartita di Voldemort e la scomparsa dei Dissennatori ha alleggerito l’atmosfera. La mia camera, poi, è semplicemente enorme; ho perfino il bagno privato, solo, è rosa! Appena sono entrata, mi è sembrato di ritrovarmi nello studio della Umbridge” e mima un brivido lungo la schiena, facendo ridere le due donne. “A parte il colore della stanza, un’altra cosa di quella camera che non mi è piaciuta è il letto a baldacchino, forse è l’unica cosa che non ho mai sopportato di Hogwarts, e ora me lo ritrovo anche a casa. A me è sempre piaciuto svegliarmi con i raggi del sole che filtrano fra le imposte, cosa invece resa impossibile da tutti quei tendaggi, bleah”.
“E i Malfoy, invece, come si comportano nei tuoi confronti?” Chiede preoccupata Molly.
Ha sempre considerato quella ragazza come un’altra sua figlia e sapere che era stata rapita alla nascita e poi adottata da estranei, per poi scoprire in quel modo scioccante chi erano i suoi veri genitori, le ha tolto qualche ora di sonno per la preoccupazione.
“Lucius è scostante, freddo, quasi volesse chiedermi scusa per tutte le bastardate che mi ha fatto, ma non sia mai che lui chieda scusa a qualcuno, mentre Narcissa a volte mi soffoca di attenzioni. Lo so, che vuole recuperare il tempo perso e forse si sente in colpa per quanto ha fatto sua sorella a Pasqua, ma non è in quel modo che può recuperare il nostro rapporto”.
“Tesoro,” la interrompe Molly “sei ancora molto giovane e soprattutto non sei ancora madre, ma quando lo diventerai, credimi, ogni lacrima che verseranno, ogni passo che compiranno i tuoi figli sarà fonte di ansia per te. E poi, prova a pensarci un attimo: ti hanno tolta dalle sue braccia senza darle nemmeno l’opportunità di darti un nome. Puoi forse farle un torto che ora abbia paura di perderti nuovamente?”
“Effettivamente…” conviene, poco convinta Hermione; in fondo ha quasi diciannove anni e come tutti gli adolescenti trova certe attenzioni soffocanti.
E Draco?” le chiede Ginny. Perfino i fili d’erba del parco di Hogwarts sanno quanto quei due si siano odiati in tutti gli anni di scuola.
“Beh, non ci crederai mai, ma sembra quasi umano. Cioè, voglio dire, sono arrivata al Manor con gli Auror, Narcissa e lui, che ha pensato bene di eclissarsi immediatamente. Morgana solo sa dove è andato a imbucarsi. Torna dopo un paio d’ore e si comporta come il perfetto fratello maggiore, se non fosse che ha un anno in meno di me. Comunque, questo tipo di tregua dura solo fino all’ora di cena, perché poi ricominciano le solite frecciatine. Lo conosci, no?, sai com’è fatto, però, frecciatine a parte, non ci siamo ancora scagliati nessuna fattura contro. Insomma, il nostro sta diventando un rapporto civile. No, non ci voglio pensare, io e il Furetto che abbiamo un rapporto civile. Certo, in realtà siamo ancora dei perfetti estranei, solo compagni di scuola, però è l’unico che non cammina sulle uova quando è in mia presenza. Chiaramente, l’altra sera a cena con i Parkinson poteva aiutarmi con Pansy, invece si è limitato a richiamarla solo un paio di volte. Inaspettatamente è stato Lucius a difendermi, mentre Narcissa sembrava tenermi d’occhio per vedere se ero in grado di difendermi da sola senza offendere”.
“Visto?” le si rivolge Molly: “Sono sicura che avrebbe voluto schiantarli a tutti e tre, ma è rimasta in silenzio e ti ha lasciato fare le tue mosse”.
“Forse aspettavano solo un mio minimo errore per appiopparmi dei precettori affinché mi educassero per la festa del mio ingresso in società, fra poco più di una settimana”, spiega i suoi dubbi Hermione.
“Ingresso in società” Chiede con aria sognante Ginny, ma Molly non dà il tempo alla riccia di rispondere: “No, non credo sia per quello, semplicemente ha voluto lasciarti i tuoi spazi”.
“Aspetta, aspetta, aspetta…” interviene Ginny, questa volta determinata a non lasciar sviare il discorso: “Quale ingresso in società?”
“Pare che sia una tradizione di famiglia. A diciotto anni i ragazzi vengono presentati all’élite magica con tutto quello che ne consegue. Ovviamente, con me e Draco la tradizione non è stata rispettata, perché lui è stato presentato al suo sedicesimo compleanno, quando è stato marchiato, mentre io l’anno scorso non sapevo ancora di essere una Malfoy. A proposito, volevo chiederti una cosa Ginny: vorresti venire? Ho qui con me l’invito, anche per Harry e Ron”, chiede in un soffio.
“Mi piacerebbe, ma non credo di potermi permettere un abito adatto”.
“Oh, quello non è un problema: dopodomani andremo insieme a Diagon Alley e lo compreremo assieme al mio. Consideralo il mio regalo di compleanno anticipato”, propone Hermione.
“No, non se ne parla, non posso accettare questo regalo”, si intestardisce la rossa.
“Perché no? Puoi benissimo considerarlo un prestito. Anzi, se devo essere sincera, preferisco pensare che tu mi debba un favore anziché un semplice abito. E sono sicura che il favore me lo renderai, qualunque esso sia, vero?”
“Hermione, che fai? Ricatti?”
“Chi? Io? Ma ti sembro avere la faccia di una che ricatta? Allora, ci stai?” Chiede speranzosa. Non ha proprio voglia di dividere un giorno importante solo con delle Serpi, e poi Ginny è la sua migliore amica.
“Mmm, non lo so”, l’altra, però è titubante, “Non credo che Harry e Ron vogliano venire lì…” Non sa come affrontare l’argomento.
Molly capisce che le due ragazze desiderano affrontare l’argomento da sole, e poi conosce benissimo quel testone di Ron. Si ricorda ancora le sue urla appena arrivato a casa quel giorno e a nulla sono valse le minacce della madre affinché rinsavisse.
“Ron non mi vuole più, vero?” Chiede timorosa di conoscere la verità, ma con ancora un briciolo di speranza in fondo al cuore.
“Al momento per lui, tu sei la figlia di un Mangiamorte, come quel Mangiamorte che ha ucciso Fred. Inoltre ti incolpa per quello che tuo padre mi ha fatto al mio primo anno a Hogwarts”.
Hermione boccheggia. Tutto si sarebbe aspettata, tranne quello: “E… Harry?” Chiede con un filo di voce, almeno Harry.
“Harry, sai, Ron è sempre stato il suo migliore amico…” Non finisce la frase, non sa come finirla.
“Capisco, ma tu ci sarai vero?” E allunga le braccia per stringere le mani dell’amica nelle sue.
“Oh, certo che ci sarà” interviene a sorpresa Molly.
Ginny si fionda ad abbracciare la madre, subito seguita da Hermione.
“Allora alle 11,00 davanti ala gelateria di Florian dopodomani, va bene? Ah, Molly, ci sarete anche tu e Arthrur?”.
“Se ti fa piacere, certo”.
“Oh, grazie, grazie”, esulta Hermione, “Ora, però si è fatto tardi, devo rientrare a casa. Salutami tanto Arthur e tutti gli altri e fammi sapere se devo procurarvi altri inviti”, così dicendo si dirige in giardino per smaterializzarsi al Manor.
§ § § § § § § § § §
“Tira una brutta aria, Molly”. Arthur Weasley è rientrato da poco in casa, “Ho sentito alcune voci preoccupanti al Ministero”.
“Di cosa stai parlando?”, gli chiede la moglie, mettendogli davanti una tazza di the.
“Non è finita, non è finita”, continua il capo famiglia, sconsolato.
“Ma di che parli?”. Ora Molly comincia a preoccuparsi davvero. No, non un’altra guerra. Voldemort è morto ormai.
“Pare che negli ultimi due mesi siano state barbaramente uccise due ragazzine”, confida infine l’uomo.
“Ma questo, cosa vuole dire? E si sa chi sono?” Chiede ancora Molly.
“Gli Auror stanno mantenendo il più assoluto riserbo sulla faccenda, anche se come hai sentito qualcosa è trapelato”.
“Ti rendi conto? Non abbiamo ancora finito di seppellire i morti della guerra, che già ne dobbiamo seppellire di altri”.
“E le voci che sono trapelate pensano a qualche Mangiamorte ancora latitante?”
“Mah, per ora tutte le piste sono aperte, anche perché pare il Morsmordre non sia mai apparso. Certo, il suo ideatore è morto, ma alcuni dei suoi fedelissimi sono ancora in libertà, tra cui Rodolphus Lestrange”.
“Pensi che sia stato lui? Che voglia vendicarsi della morte di sua moglie?”
“E allora perché colpire quelle due ragazzine? Tutti sanno chi ha ucciso Bellatrix Black in Lestrange”.
“Bene, allora, Potter o non Potter, Ginny tornerà seduta stante qu9i a casa”. Sbotta una preoccupatissima Molly, dirigendosi verso il camino.
“Fermati, Molly, non è chiudendola sotto una campana di vetro che la proteggeremo dai pericoli del mondo, lo sai vero?”
“Sì, lo so, è solo che… che…” e finalmente scoppia in un pianto liberatorio. Arthur l’abbraccia e scoppia a piangere anche lui. Non saranno quelle lacrime a portarsi via il dolore per la morte di Fred, né a riportarlo in vita, però aiutano, e molto, anche.
“Pensi a qualcun altro?”, gli chiede una volta ripresasi.
“Ti riferisci a Lucus? No, non credo. Anche se è stato scagionato da tutte le accuse, il Ministero lo tiene costantemente sotto controllo”, le rivela Arthur.
“Meno male, Hermione non avrebbe retto un colpo del genere. È passata di qui oggi, sai? Purtroppo non ha potuto fermarsi a lungo, ma ti manda i suoi saluti”, gli confida la moglie.
“Come sta? Non passa giorno che non mi maledico per l’idea che ho avuto riguardo quell’incantesimo. Spero non sia ancora arrabbiata con me”.
“No, caro. Lei non è mai stata arrabbiata con nessuno di noi. Semplicemente, si è tenuta n po’ in disparte sia per abituarsi alla sua nuova routine familiare, sia per paura della reazione di Ron e Harry. Quei due testoni le danno colpe che non ha, povera ragazza. Comunque, mi è sembrata abbastanza serena e, anzi, ci ha invitato per sabato diciotto al Manor, alla sua festa di debutto”.
“Ha pensato a noi?”, le chiede un allibito Arthur.
“Sì, vorrebbe invitare tutta la famiglia, ma dubito che Ron accetterebbe mai, e Ginny ha detto che probabilmente neanche Harry ci sarà, ma che su di lei Hermione può comunque contare”.
Sono contento. Sì, va bene. Ci andremo. Non è giusto che quella ragazza nel giorno del suo compleanno sia circondata solo da Serpi”. “Bene, allora, dopo aver sentito anche Billy e George, le manderò un gufo con la risposta”.
§ § § § § § § § § §
“Stanno succedendo fatti strani”. Lucius e Narcissa si sono appena ritirati nella camera padronale.
“Cosa vuoi dire?”
“Pare che da qualche parte nel Northern abbiano trovato i cadaveri di due ragazzine, uccise a un mese di distanza l’una dall’altra. Il fatto che siano state trovate in territorio babbano, però, non lascia dubbi sulla natura magica dei delitti”.
“Pensi sia qualche Mangiamorte latitante?” Chiede Narcissa. È preoccupata.
“Mmm, probabile, anche se non capisco la natura di questi omicidi. Pensa, quelle ragazze avevano solo diciotto anni e le hanno ritrovate con le palpebre cucite col fil di ferro”. Queste voci sono giunte anche all’orecchio di Lucius.
“Ma… è terribile. Pensi che sia opportuno disdire la festa di Hermione?” Gli chiede.
“No, credo che la cosa migliore che possiamo fare per i ragazzi è continuare come se nulla fosse. Intanto posso chiedere che la sorveglianza venga affidata anche a loro, soprattutto a Hermione, in modo più discreto possibile, naturalmente”.
“Si sa chi sono queste ragazze?”
“No, la loro identità è rigorosamente celata dagli Auror. Per ora, quello che ti ho raccontato è solo una voce che circola senza alcun fondamento”.
“Ho paura, Lucius, ho paura che se questa voce venisse confermata ufficialmente e quindi riportata dalla Gazzetta del Profeta, Hermione possa cercare l’assassino”.
“Non succederà. Il Ministro non lo permetterà, e poi fra un paio di mesi deve tornare a scuola. L’hai sentita anche tu, l’altra sera, no? Vuole prendere i Mago e poi frequentare l’Accademia magica”, prova a tranquillizzarla il marito, ma anche lui è in preda all’inquietudine: è finalmente riuscito a riportare a casa sua figlia, non ha alcuna intenzione di perderla nuovamente.

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