I Cinque sensi (fandom Harry Potter)

Disclaimer: i personaggi principali della saga di Harry Potter appartengono a J. K. Rowling e alla casa editrice che ne detengono i diritti. Questa storia non è scritta a scopo di lucro, ma esclusivamente con intenti ludici, al fine di divertire chi l’ha scritta e che ha voglia di leggerla.
[Autore: Mirae] [Rating: Arancione] [Genere: Fantasy, Drammatico] [Categoria: Fandom Harry Potter] [Personaggi principali: Hermione Granger, Draco Malfoy, Blaise Zabini, il Trio protagonista, Lucius e Narcissa Malfoy] [Avvertimenti e tipologie: Lime, Non per stomaci delicati, OOC] [Introduzione: una verità sconcertante torna a galla dopo diciannove anni per sconvolgere la vita di molte persone, in particolare di Hermione Granger e Draco Malfoy, mentre una nuova minaccia incombe sul Mondo magico. Anthony Brandt ha scritto: “Altre cose possono cambiarci ma cominciamo e finiamo con la famiglia”. (Episodio 1*19 Criminal Minds, “Machismo”)].

Prologo

Thomas Hardy ha scritto:
Per ogni male
c’è sempre un peggio”
(episodio 6*24, “Domanda e offerta”, Criminal Minds)
Lestrange Manor, 1979.
“Ecco fatto, milady, il vostro ritratto è terminato”.
“Ammirevole, davvero. Sembra… vivo”.
“Ehm… perché esso viva, vedete… ehm… voi dovreste…”
Lei lo zittì con una mano:“Quindi, se dovesse succedermi qualcosa, tramite questo ritratto tornerei in vita”.
“Precisamente, milady, occorreranno, però, cinque gocce di sangue prelevate ognuna da cinque persone, lasciate cadere all’altezza delle labbra, mentre verrà recitata la formula del ‘Mors Vitae Incantium’ e una volta che l’incantesimo si sarà attivato, voi sarete immortale, ma prima dovrete farvi un piccolo taglio e lasciar cadere cinque gocce del vostro sangue all’altezza del cuore”.
“Naturalmente non dovrete farne parola con nessuno”.
“Naturalmente”.
Un sorriso increspò le labbra della donna, mentre alzava la propria bacchetta contro le spalle del pittore: “Avada kedavra. Ora non parlerai di sicuro con anima viva”.
“Siete crudele, moglie mia”, le disse Rodolphus, abbracciandola da dietro.
“È per questo che ti piace fare sesso con me, non è così?”
Per tutta risposta, l’uomo le baciò il collo, mentre le sue mani correvano a slacciarle il vestito.
Si amarono lì, con urgenza, e durante l’amplesso si morsero alla base del collo; mentre stille di sangue cadevano sui ritratti, all’altezza del cuore, due voci bisbigliarono la prima parte dell’incantesimo: “Adam et Eva. Serpens in speculo facto mille et malus esset lapis”.
Cornovaglia, 1998.
L’uomo si guarda intorno con aria schifata: “Babbani”, pensa. Quel piccolo casale abbandonato non può certamente competere con Lestrange Manor, ma con la magia può rendere l’interno simile all’antico maniero della sua famiglia. Per quanto riguarda l’esterno, invece, gli va bene così: a nessuno verrebbe mai in mente di venirlo a cercare in quella landa desolata, anche perché tutti lo credono morto. E ride, di una risata selvaggia, mentre la donna accanto a lui comincia a tremare. Deve sbrigarsi, se non vuole essere scoperto. Certo, quello è un luogo in mezzo al nulla, ma la lezione di Severus Piton gli ha insegnato che la prudenza non è mai troppa. Si decide dunque a trascinare per il gomito l’esile figura accanto a lui all’interno dal casale che agli occhi dell’uomo appare esattamente come la sua antica dimora, proprio nel momento in cui la donna torna a essere semplice creta. Quando si dice essere creta nelle mani di qualcuno…
“Mia cara, eccoci arrivati”, si rivolge al quadro che sta appendendo sopra la cappa del camino, “Mi dispiace per il viaggio decisamente disagevole, ma non ho potuto usare la magia, per non essere scoperto, ma ti prometto che presto avremo autorità sopra le nazioni; le pascoleremo con bastone di ferro e le frammenteremo come vasi di terracotta”.

Il quadro non gli risponde. Non può rispondergli, lo sa bene, quello non è un comune quadro magico. C’è un solo modo per dargli vita, e quando lo avrebbe fatto, il posto occupato dalla donna sarebbe rimasto vuoto. “Cara, sei stata davvero brillante, nemmeno l’Oscuro Signore aveva pensato a questa soluzione, e poi dicono che la strega più intelligente è una Mezzosangue! Ahahahah”, ride sguaiatamente, “Questa tua splendida idea è la prova che nessuno è migliore di noi Purosangue”, e alza il calice pieno di pregiato vino elfico, che ha provveduto a nascondere in quel luogo in passato, verso il ritratto, a mo’ di brindisi, per poi portarselo alle labbra e sorseggiarlo estasiato. “Un’altra cosa in cui noi maghi siamo superiori ai Babbani. E ora, dopo il piacere, mettiamoci al lavoro”.
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