L’Affittacamere (esercitazione n. 2 del GSSP)

Dromer è un impiegato di banca con tanti sogni irrealizzati. Vive con l’ambiziosa moglie Tani in un piccolo centro rurale del Mississippi, Riceville. Questa scelta di vivere in quel piccolo paesino non segnato da nessuna mappa è fonte di litigi tra i due coniugi, dal momento che a Riceville Tani preferisce una città più movimentata, come Gulfport, dove lavora come assistente legale nello studio del padre.
Del resto, anche per un sognatore come lui, sarebbe stato meglio trasferirsi in una città come Gulfport, cosicché, forse, sarebbe riuscito a concretizzare il suo sogno più grande: suonare il sax in un locale jazz, invece che nel salotto della propria casa. Questo, però, l’avrebbe costretto a confrontarsi con il mondo reale: no, di gran lunga meglio continuare a lavorare dietro lo sportello di un’anonima banca, sognando di essere un grande jazzista, piuttosto che affrontare le difficoltà che un vero musicista incontra per poter realizzare il sogno di una vita.
Una sera, mentre è impegnato come al solito a suonare il sax immaginandosi di essere davanti a un pubblico pagante, anziché da solo nel salotto della propria casa di mattoni rossi a due piani, qualcuno suona il campanello.
«Ciao, Dromer». Una donna sulla trentina, con lunghi capelli rosso rame, vestita con un abito turchese e una giacca di cuoio, abbinata ai tronchetti dal tacco a spillo, gli rivolge uno sguardo enigmatico.
«Scusi, ci conosciamo?» Le chiede, riconoscendo, al collo della donna, un ciondolo che compare sovente nei suoi sogni, un fiore azzurro.
«Sì. Tu sai chi sono io».
In quel momento, squilla il telefono: poco prima, un guidatore ubriaco aveva invaso la corsia opposta, scontrandosi con l’auto di sua moglie Tani.
È quello l’inizio del suo incubo.
Mentre Tani versa in gravi condizioni, Mina – questo il nome della donna misteriosa – entra prepotente nella vita di Dromer, diventandone praticamente l’ombra: lo segue quando esce di casa per recarsi al lavoro, gli lascia messaggi nella segreteria telefonica… Si fa addirittura assumere come infermiera nello stesso reparto dove è ricoverata Tani.
E alla fine, Dromer cede, diventandone l’amante.
Questa relazione dà presto i suoi frutti: Dromer riesce a ottenere l’ingaggio per suonare il venerdì sera in un locale, ma lo scotto da pagare è altrettanto alto: ripresasi, Tani scopre la tresca del marito e decide di lasciarlo.
Dromer si sente finalmente libero, ma Mina non è un personaggio reale, e presto anche lei uscirà dalla sua vita, lasciandolo solo.
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N° caratteri spazi inclusi (min. 1800 – max 2500): 2498
Come immagini il protagonista: Impiegato presso la Gomila Bank di Riceville (luogo di fantasia che si troverebbe in Mississippi), Dromer è di media statura e sui quarant’anni, con gli occhi castani, porta gli occhiali e ha folti capelli scuri – come i baffi e il pizzetto – che pettina all’indietro. Sognatore, è una persona tranquilla e metodica, con piccoli rituali come il caricare ogni sera la sveglia in modo che suoni alle sette precise. Il mattino dopo, però, appena la sveglia trilla, lui la blocca, posticipando il momento in cui si alzerà: adora godersi quei pochi minuti a letto, immaginandosi una giornata che, finalmente, potrebbe essere come la immagina lui. Anche la colazione segue un suo rito: la sera, non appena terminato di rigavernare.la donna di servizio gli prepara il piatto dove il giorno vi avrebbe collocato le uova e la pancetta fritte, e posandovi accanto la tazza per il caffè. Anche il tragitto casa-lavoro (e viceversa) è lo stesso. Non ama indossare la cravatta. Da giovane, sognava di diventare un jazzista, ma le ambizioni del padre lo hanno costretto a laurearsi in Economia e a trovare lavoro come impiegato presso la banca locale. Si è sposato con Tani appena laureato.
Come immagini l’altro o almeno un altro personaggio principale: Mina è un personaggio immaginario che prende fattezze umane: si presenta al protagonista come una donna affascinante e misteriosa. Ha circa trent’anni e capelli rossi che ama lasciare sciolti sulla schiena. Di lei Dromer non sa nulla e all’inizio è tentato di denunciarla come stalker, ma, alla fine, si lascia incantare dai suoi modi, completamente diversi da quelli dell’ingessata Tani.
Cosa ti soddisfa del tuo testo: Essere riuscita a sbloccarmi, anche grazie alla tecnica del clustering, e ad avere una visione d’insieme del mio racconto.
Cosa non ti convince o faresti diversamente: Non mi convince molto la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda Mina e Tani: proprio per questo, ho l’impressione che il mio testo più a un micro romanzo assomiglia a una sinossi.
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