Lo Stroncatore – nuova rubrica

Sono una di quelle persone (poche) alle quali le vetrine delle scarpe non procurano orgasmi. In compenso, ho una vera passione per borse, cappelli e… libri. Scialacquerei capitali per i libri: il mio sogno è un caffè letterario. Tuttavia, non tutti i libri che ho riposto nella libreria, o sul comodino, o sulla scrivania, o in altri posti in casa, mi sono piaciuti.
Quindi, ecco a voi questa nuova rubrica: “Lo Stroncatore“.
A inaugurarla, è “Il castello di Otranto” di Walpole. Considerato il padre del romanzo gotico, per ammissione dello stesso autore, vi sono mescolati due generi: il pauroso e il comico. Certo, leggendolo con i nostri occhi, rimaniamo indifferenti al gigante che appare “a rate”, ma se proviamo a usare il metro di una persona del diciottesimo secolo (perché è nel ‘700 che è stato scritto e pubblicato), allora – forse – riusciremmo a trovarlo, almeno nella prima parte, un po’ spaventoso. Ciò che, secondo me, rovina tutto è la seconda parte, quando gli eventi precipitano fino alla morte di Matilda, figlia del marchese (usurpatore) di Otranto: gravemente ferita, si lancia in un monologo decisamente impossibile per una moribonda. Ma, forse, in quell’epoca la morte faceva diventare logorroiche le pie donzelle…
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